E a Sulmona proteste per il taglio dei pini

L’assessore Vella: «Lungo via Giovanni XXIII alberi malati e a rischio caduta. Verranno sostituiti»
SULMONA. Il taglio degli alberi in via Papa Giovanni XXIII manda su tutte le furie i residenti. In realtà, il Comune sta provvedendo all’abbattimento programmato di sei piante malate e pericolanti, su un totale di più di 50. Da sempre i pini marittimi del lungo viale al di là di ponte Capograssi rappresentano un motivo di discussione tra i favorevoli e i contrari al loro mantenimento. «Queste piante sono qui da anni», protestano alcuni residenti, «perché vengono tagliate in modo indiscriminato? Una mattina ci siamo accorti che era stato avviato il taglio degli alberi, senza che nessuno ci avesse spiegato nulla». Le paure dei residenti si concentrano sul timore di ritrovarsi un viale senza alberi. «Purtroppo temo che non metteranno a dimora altri alberi», dice sui social Elena Di Marcantonio, «è un vero peccato». Ma c’è anche chi chiede la piantumazione di alberi autoctoni. «I pini marittimi o di altra specie non sono adatti per la città a causa delle loro radici che creano danni. Inoltre è alto il rischio che possano venir giù», replica Giuseppe D’Agostino. «Ci vogliono alberi a basso fusto in città». «Infatti le radici dei pini provocano danni perché non vanno in profondità», aggiunge Antonio De Acetis, «e quindi danno poca forza e sostegno al peso dell'albero che diventa pericoloso soprattutto quando raggiunge circa il mezzo secolo di vita e si carica di neve. Alberi molto belli esteticamente, ma inutili in tutti i sensi, che neppure assolvono ad alcuna funzione antismog in quanto gli aghi non catturano polveri sottili nell'aria. Suggerisco che vengano sostituiti con tigli, che sono tra l'altro tra i 10 alberi migliori al mondo per quanto riguarda la funzione di catturare polveri sottili di Pm 10».
Prova a placare gli animi l’assessore all’Ambiente, Alessandra Vella. «Quelle piante sono malate da tempo e abbiamo avviato un’indagine con l’aiuto di un agronomo, che ci ha detto che l’unica soluzione era l’abbattimento», spiega, «altrimenti mai avremmo tagliato dei pini. Questa è stata un’emergenza legata anche al peso della neve sugli alberi, poi valuteremo il da farsi con un programma mirato, con piante più adatte». In passato gli stessi residenti avevano protestato per i danni provocati dalla radici dei pini a strade e marciapiedi. (f.p.)
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