E al Pollione la 13ª edizione della Settimana scientifica

4 Marzo 2017

L’appuntamento con laboratori, progetti ed esperimenti torna dal 20 al 25 marzo La professoressa Rubeo: «Quest’anno parteciperanno molte scuole in più»

AVEZZANO. “Il peggiore dei sacrilegi è il ristagno del pensiero” è questo il motto con il quale il Liceo Scientifico “Vitruvio Pollione” di Avezzano sceglie di promuovere la tredicesima edizione dell’attesa Settimana scientifica dal 20 al 25 marzo. A riguardo abbiamo intervistato la professoressa Anna Maria Rubeo, che, assieme ad altre colleghe, è la referente dell’evento.

Cosa può dirci di queste giornate?

«Credo che ormai tutti le conoscano più che bene, quella di quest’anno sarà la tredicesima edizione e sarà certamente anche la più bella, parteciperanno molte scuole in più, che avranno modo di presentare i loro progetti e tutto ciò è emozionante. Per noi è anche motivo di vanto e di orgoglio. L’ideale è quella di farla diventare la Settimana scientifica della città di Avezzano, così da coinvolgere ancora più persone. Ormai è un evento così grande che la conoscono e lo attendono tutti».

Che genere di impegno c’è da parte degli insegnanti?

«Ci sono insegnanti organizzatori che cominciano a lavorare a settembre per la Settimana scientifica, con un lavoro che va dalla ricerca degli sponsor, all’organizzazione di conferenze e spettacoli. C’è poi l’impegno dell’insegnante con la propria classe che è tanto, perché è difficile trovare ogni anno esperienze nuove ed accattivanti, sentire quello che i ragazzi vogliono fare. Sono una delle insegnanti referenti e sono affiancata da Patrizia Di Giulio, Tiziana Scenna, Rita Sorge e Giuseppina Ruggeri, siamo un gruppo».

Invece l’impegno da parte dei ragazzi qual è, sono partecipi ed entusiasti?

«I ragazzi chiaramente non reagiscono tutti alla stessa maniera, ma sono felici di partecipare, l’adesione è ogni anno quasi totale. Si caricano ovviamente di un ulteriore responsabilità, spesso rientrano il pomeriggio per occuparsi dell’organizzazione. Ognuno accetta liberamente e nessuno è obbligato e quest’impegno si va a sommare a quello quotidiano scolastico».

Quanto ritiene sia importante la pratica in laboratorio?

«È fondamentale, senza la pratica in laboratorio si rimale eccessivamente legati alla teoria, quindi è essenziale. Le migliori menti sono sempre affiancate da delle buone mani, con la pratica i ragazzi possono sia verificare la teoria che approcciarsi meglio alla materia».

In che modo crede che la scienza incida sulla vita quotidiana?

«La vita è fatta per buona parte di scienza, anche se, ovviamente, non solo. Noi non siamo solo scoperte, nè solo conoscenza, noi siamo soprattutto persone. La scienza tuttavia risolve tanti problemi ed apre molti orizzonti».

È difficile insegnare una materia così complessa ed articolata?

«No, assolutamente! È un gran piacere insegnarla, perché i ragazzi sono sempre molto aperti all’apprendimento delle scienze, sono come un terreno fertile. Loro possono mettere a fuoco, mediante la scienza, le loro conoscenze».

Quanto è importante la passione nel suo lavoro?

«È fondamentale, i ragazzi percepiscono la passione dell’insegnante e imparano anche a lavorare con entusiasmo, è ciò che mi ha guidato in tutti questi anni».

Maria Pelliccione

Antonio Santucci

Chiara Mezzoni

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