E alla Tecnocall resta l’incertezza

30 Dicembre 2023

I 100 operatori a rischio licenziamento conosceranno il loro futuro a gennaio

L’AQUILA. Attesa, incertezza, paura: così si aprirà il 2024 per i cento lavoratori a rischio della Tecnocall dell’Aquila, alla stessa maniera in cui si sta chiudendo il 2023.
Perché il loro futuro è appeso a una sola flebile speranza, cioè che nel percorso di conversione in legge del decreto Energia, il Parlamento reinserisca la clausola sociale per la salvaguardia dei lavoratori impegnati nel mercato tutelato di luce e gas che sta per chiudere i battenti. La risposta, in un senso o nell’altro, arriverà nel mese di gennaio, quando scadranno i tempi tecnici per la conversione.
La proroga fino al primo luglio del mercato tutelato dell’energia – che poi lascerà spazio al solo mercato libero – infatti, da solo non basta a giovare al personale del call center attualmente impiegato nei servizi alla clientela, che rischia comunque il licenziamento collettivo.
In Italia sono oltre 1.800 le persone che si trovano in questa situazione a causa della decisione di chiudere il mercato tutelato di luce e gas, di cui più di un centinaio soltanto nel capoluogo abruzzese.
È per questo che i lavoratori a rischio aquilani si sono mobilitati durante le festività natalizie, con sit-in e persino con un appello al cardinale e arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Petrocchi, ottenendo l’appoggio nella vertenza da parte di una città intera e oltre. Compreso dalla politica e dal centrodestra al governo, oltre che dalle opposizione: dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi al sottosegretario Fausta Bergamotto, passando per il consiglio regionale, che nei giorni scorsi ha approvato una risoluzione urgente.
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