E furono scintille tra Di Masci e la Casini

16 Giugno 2016

Tensione nella sala strapiena di gente, momenti di concitazione. Domani i contenuti completi del dibattito

SULMONA. Non si può dire che sia stato un confronto giocato su toni bassi quello che si è vissuto ieri pomeriggio nella sala conferenze della Comunità montana. Seduti una accanto all’altro Annamaria Casini e Bruno Di Masci, i due avversari al ballottaggio di domenica che sancirà la scelta definitiva da parte degli elettori di Sulmona, pronti a scegliere il loro futuro sindaco. Il primo turno ha visto la Casini prevalere con 6.436 (44,75%) su Di Masci 3.763 (26,16%) e ora tutto è affidato allo spareggio finale.

Che la posta in palio sia alta lo dimostra la tensione che ieri si è vissuta durante il confronto. Al di là del parere e delle preferenze elettorali di ciascuno, che sono rispettabilissime, è inaccettabile che i limiti vengano superati da supporter, anche qualificati (almeno all’apparenza), che hanno tentato (e ci sono riusciti solo in parte) a trasformare in un ring quello che doveva essere un confronto sui problemi. Confronto che comunque c’è stato e i cui contenuti verranno riportati nel dettaglio sul giornale di domani. La questione occupazionale, la povertà, le industrie in crisi, il patrimonio immobiliare e quello culturale sono stati alcuni degli argomenti trattati non senza polemiche dai due candidati a sindaco.

Il direttore del Centro, Mauro Tedeschini e il responsabile della redazione L’Aquila-Avezzano-Sulmona, Domenico Ranieri, hanno formulato domande su vari argomenti e le intemperanze dei “tifosi” hanno vanificato la possibilità di proporre anche altri argomenti di discussione ai due aspiranti primi cittadini. Mancano ormai quattro giorni al D-day e l’auspicio è che, una volta spente le polveri della campagna elettorale, maggioranza e opposizione possano dialogare per tentare di risollevare una città in crisi. Questo conta davvero, non le polemiche da cortile.

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