E Giovanni Teti custodisce il segreto del manto nero
SULMONA. Da guida della “corsa” a custode del segreto del manto nero della Madonna. Giovanni Teti, 55 anni, è una delle figure più importanti nella storia della “corsa” dei lauretani. A lui spetta...
SULMONA. Da guida della “corsa” a custode del segreto del manto nero della Madonna. Giovanni Teti, 55 anni, è una delle figure più importanti nella storia della “corsa” dei lauretani. A lui spetta infatti il delicato compito di sciogliere dal lutto la Madonna, liberandola dal manto nero nella “corsa” incontro al Cristo Risorto. «Era il 1986 quando ho fatto l’esperienza della prima volta come guida, avevo solo 24 anni e mi sono trovato di fronte a questa grande responsabilità», ricorda Teti. «Fin da bambino ho frequentato l’ambiente lauretano, anche per una tradizione familiare, ma quella prima volta fu per me una grande emozione, con migliaia di persone che gremivano la piazza, ad aspettare il momento cruciale dell’inizio della corsa. La responsabilità è grande in quel momento, eppure alla fine è andato tutto bene».
Quella del 1986 fu peraltro una delle corse più veloci, con un tempo di poco superiore agli 11 secondi. Se la prima corsa fu un successo, la seconda purtroppo rappresentò il momento più brutto nella storia della tradizione lauretana. Infatti nel 1987 la caduta di un componente della quadriglia provocò un’ improvvisa impennata della statua, che arrivò a toccare per terra con le aste che la sorreggono. «Sono stati attimi tremendi, vissuti con grande tensione da parte nostra ma anche dalle migliaia di persone presenti», ricorda Teti, «poi però, seppur in modo rocambolesco, la corsa proseguì verso il Cristo risorto, tra gli applausi della gente. A darci coraggio allora fu proprio la vicinanza dei presenti e questo mi spinse a proseguire anche negli anni successivi nel ruolo di guida della corsa». Per altre quattro volte Teti ha ricoperto questo ruolo per poi passare al compito altrettanto delicato di sorreggere la statua insieme ad altri due portatori collocati alle spalle della Madonna, ruolo che venne ripristinato proprio in seguito all’incidente del 1987. Nel 2003, per decisione della Confraternita e del vescovo Giuseppe Di Falco, toccò proprio a Teti l’onere e l’onore di far cadere il manto nero che avvolge la Madonna prima della “corsa”. Grazie a una sorta di miracolo compare l'abito verde e si liberano in volo dodici colombe bianche mentre sotto l’arco esplodono i mortaretti che accompagnano la corsa fino alla conclusione. Un segreto gelosamente custodito da secoli dai confratelli lauretani e che Teti porta avanti ininterrottamente da quindici anni. «Sono stato scelto per la mia lunga esperienza», conclude l’uomo del manto, «per me è un grande onore, sicuramente il momento più toccante di tutte le esperienze vissute nella confraternita». Domenica per la 16esima volta Teti al momento del “pronti, a polso, via...” tornerà a vivere ancora uno dei momenti più belli e importanti della sua vita. (c.l.)
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