E i pakistani “importano” il cricket

14 Maggio 2014

Giocano sul campo dei ferrovieri: «Il sogno? Formare la squadra di Avezzano»

AVEZZANO. L’appuntamento è al sabato. E la domenica, quasi sempre, si fa il bis. Il campo è quello dei ferrovieri, a ridosso della linea Roma-Pescara. Bastano qualche bottiglia, una porta improvvisata, molte palle e le tradizionali mazze. Si comincia quando dal polveroso e malandato campo vanno via i bambini o i nostalgici del calcio. Si va avanti fino al tramonto. Le squadre sono formate da pakistani, tutti residenti ad Avezzano. Lo sport praticato è il cricket, semisconosciuto a queste latitudini.

«Ma tanta gente si ferma a guardarci» affermano con un particolare orgoglio i fratelli Alì Ubaid e Abdul-Wali, in città da una decina di anni. Fratelli pakistani che hanno un sogno.

«In Italia esiste una Federazione per il gioco del cricket» evidenziano «e si disputa uno specifico campionato. Saremmo felici di far nascere una squadra di Avezzano e lanciamo un appello all’assessore allo Sport, Francesco Paciotti, affinché possa metterci a disposizione un campo un po’ più dignitoso. Siamo pronti a compare adeguate divise, perché finora giochiamo con gli abiti tradizionali del Pakistan, e adeguate attrezzature».

Il cricket moderno è nato in Inghilterra, ma è molto prarticato in Bangladesh, India, Sri Lanka, Pakistan, Galles, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Zimbabwe e nelle Indie occidentali britanniche. In Italia si trovano squadre a Roma e soprattutto nel Nord Italia. Team formati quasi sempre da asiatici. Le partite, che vedono contrapposte due squadre da undici, possono durare dalle ore a vari giorni.

«L’ultima volta» continuano Alì Ubaid e Abdul-Wali «abbiamo giocato per sei ore di fila. Abbiamo dovuto portare 25 litri d’acqua per poter andare avanti. Questa disciplina, che in Pakistan è popolare quanto il calcio qui in Italia, richiede una ottima preparazione atletica. Siamo una trentina quelli che fanno cricket al campo dei ferrovieri. Qualcuno si alza alle 5, finisce di lavorare e poi arriva per giocare. Restiamo in campo fino a quando riusciamo a vedere la palla. Lo sport è integrazione e siamo pronti ad accogliere tutti gli avezzanesi che vogliano sperimentare il cricket. Gli stessi avezzanesi che hanno saputo accogliere noi».

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