E il Comune vende 59 immobili

10 Agosto 2022

Obiettivo della lista di alienazioni è ricavare 4 milioni. All’asta due ex scuole

AVEZZANO. C’è il piano del Comune di Avezzano per mettere in vendita 59 immobili, con l'obiettivo di incassare 4 milioni e mezzo di euro.
È lungo il primo elenco di cui si compone il “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari” approvato dall’ente per il triennio 2022-2024 che contiene la lista dei beni per i quali è possibile procedere alla alienazione diretta. Nella lista figurano la ex scuola di via Garibaldi già inserita nel piano di valorizzazione del 2014, finalizzato alla vendita, per la quale è stato approvato anche il cambio di destinazione d'uso. Il valore presunto al netto delle demolizioni è di 500mila euro. La procedura di alienazione prevista è quella dell’asta pubblica. Nell’elenco c’è anche un altro edificio scolastico, quello di via Napoli, anche questo già inserito nella previsione di valorizzazione del 2014. Il valore stimato è di 350mila euro. Pure per questo edificio è previsto il cambio di destinazione d’uso. L’alienazione potrà avvenire sempre secondo asta pubblica.
Nella lunga lista dei beni in vendita figurano poi diverse porzioni di terreno e numerose casette antisismiche, testimonianza della ricostruzione della città dopo il violento terremoto del 1915, alcune delle quali ospitano ancora delle famiglie.
Un’altra delle pochissime testimonianze storiche della città rinata dopo il terremoto del 13 gennaio 1915, sta per essere trasformata in un centro polifunzionale punto di riferimento per le associazioni della città e della Marsica. Si tratta del Villino Cimarosa, acquistato all’asta dalla Fondazione Carispaq per 230mila euro. L’associazione guidata da Domenico Taglieri intende realizzarvi un auditorium da 70 posti e aule da destinare a mostre, presentazioni di libri e altri eventi culturali. L’alienazione dello storico edificio di proprietà del Comune di Avezzano è stata autorizzata dal ministero della Cultura, previa istruttoria della Soprintendenza e parere favorevole della commissione regionale per il patrimonio culturale dell’Abruzzo con le seguenti prescrizioni: «Il bene verrà tutelato attraverso un riuso che non ne comprometta la testimonianza storica e architettonica; dovrà essere mantenuto in condizioni di decoro attraverso interventi di manutenzione, restauro e risanamento conservativo mirati alla conservazione degli elementi di pregio; non potrà essere destinato ad altri usi suscettibili di arrecare pregiudizio alla fruizione pubblica o comunque non compatibili con il carattere storico artistico del bene». (f.d.m.)