E in venti diffidano l’amministratore unico
Il gruppo dei sindaci irriducibili: illegittime tutte le decisioni assunte dai pochi presenti all’assemblea
SULMONA. L’hanno divulgata poco prima che Di Piero e gli altri sindaci si riunissero a Palazzo San Francesco per illustrare la difficile situazione in cui versa il Cogesa e per tendere la mano ai 41 colleghi, invitandoli ad accettare la nomina a tempo determinato di Franco Gerardini. Si tratta di una nuova diffida fatta recapitare Gerardini, in cui lo invitano ad astenersi ad operare per conto e per nome del Cogesa. I 41 sindaci, dei quali solo 20 hanno però firmato il documento, sostengono infatti che la nomina di Gerardini è illegittima. Diversamente i sindaci sono pronti ad adire le vie legali. «In ragione dei rilevati profili di nullità, invalidità ed inefficacia delle deliberazioni assunte dall’assemblea ordinaria del 30 dicembre», si legge nella nota inviata a Gerardini, «lei non può considerarsi validamente e, comunque, efficacemente investito della carica di amministratore unico di Cogesa spa con la conseguenza che gli atti eventualmente adottati sarebbero viziati in radice e in danno della stessa società con la correlata responsabilità personale per il carattere abusivo dei medesimi atti e delle relative conseguenze». Da qui l’invito «a volersi astenere dal qualificarsi e dall’adottare qualsivoglia determinazione quale amministratore unico e, comunque, in nome e per conto di Cogesa spa», con l’avvertenza che, in caso contrario, «saranno intraprese tutte le opportune iniziative a tutela della posizione degli scriventi». Secondo i sindaci che contestano la nomina di Gerardini, la decisione presenterebbe diversi profili di illegittimità: «I punti all’ordine del giorno della travagliata assemblea non erano stati comunicati nei tempi stabiliti; alla votazione per la revoca degli amministratori del cda e alla nomina del nuovo amministratore unico erano presenti soltanto 12 soci su 67, tali da rappresentare 466 azioni sul totale di 1.200, pari appena al 38,83% del capitale sociale; la nomina del nuovo amministratore non era stata discussa nel Controllo analogo e, infine, essendo stato dichiarato lo stato di crisi dal cda, lo stesso non poteva essere “licenziato” ma la deliberazione di revoca deve essere approvata con decreto dalla sezione specializzata del tribunale delle imprese competente, sentiti gli interessati». Insomma un muro contro muro, che sta portando il Cogesa a una difficile situazione amministrativa che, al momento, non presenta vie d’uscita. L’occasione buona affinché i sindaci tornino a parlarsi potrebbe essere la riunione fissata il prossimo 20 gennaio proprio da Gerardini, il quale è pronto a spiegare il suo piano strategico per il rilancio della società. Ma potrebbero essere pochi i sindaci disponibili a rispondere all’appello. (c.l.)
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