E la burocrazia blocca 50 docenti

Vincono il concorso, manca la graduatoria di merito: appello all’Ufficio scolastico
L’AQUILA. L’odissea di 50 insegnanti abruzzesi. Hanno vinto il concorso per potere insegnare italiano, storia e geografia nella scuola secondaria di primo grado, ma ora si trovano a combattere contro la burocrazia prima di poter prendere servizio.
A raccontare al Centro la loro disavventura sono alcuni di questi docenti, che hanno formato un Comitato.
Marika Tabacco, Gaia De Rossi, Fiorenza Auriti, Federica Valeri, Simone Pettine, Francesca Lancinese, Chiara Colella, Roberta Manente, Loretta Giovannangelo, Alice Colantonio, Maria Federico, Silvia Baldella, Martina Di Massimo, Federico Papa e Annalisa Chiulli denunciano quanto sta accadendo.
«Sorvoliamo», esordiscono gli insegnanti, «sulle difficoltà di questo intricato percorso, dall’attesa di due anni per la calendarizzazione delle prove alla cavillosità dei quesiti dello scritto, fino alla corsa spasmodica della preparazione per l’orale, fissato tra aprile e maggio e, dunque, in un periodo dell’anno scolastico costellato di verifiche e impegni e con la necessità, per alcuni di noi, di usufruire di permessi non retribuiti per recarsi nella sede designata. Alla fine, giunti stremati al termine di questo percorso a ostacoli, ci siamo trovati ad attendere con fiducia la pubblicazione della graduatoria di merito, compito che spetta all’Ufficio scolastico regionale. Sono cominciate così le telefonate, con risposte mai precise, mentre i giorni passavano e la scadenza del 20 luglio per lo scioglimento della riserva incombeva sempre più minacciosa. Ci siamo chiesti a cosa attribuire tali inspiegabili lungaggini», proseguono gli insegnanti, «la Commissione ci ha assicurato di aver provveduto per tempo all’invio di tutta la documentazione richiesta. Potrebbero allora essere ricondotte a eventuali ricorsi o al ricalcolo del punteggio dopo l’errore riconosciuto al secondo turno dello scritto? Non può essere questa la giustificazione, in quanto le graduatorie si possono pubblicare, con la postilla di essere suscettibili di successive rettifiche. Cosa che stanno facendo altri Uffici scolastici regionali», concludono, «così non solo non possiamo sciogliere la riserva per l’accesso alla prima fascia della graduatoria provinciale supplenze, ma parecchi vedrebbero sfumare il sacrosanto diritto di essere immessi in ruolo nel prossimo anno scolastico».
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