E la Lega sulla moglie dell’assessore: il Pd pensi a cose concrete

4 Settembre 2020

SULMONA. «Non condividiamo il clamore mediatico generato dal locale circolo del Pd su un amministratore che avrebbe approfittato del suo ruolo per far assumere un congiunto in una società partecipata...

SULMONA. «Non condividiamo il clamore mediatico generato dal locale circolo del Pd su un amministratore che avrebbe approfittato del suo ruolo per far assumere un congiunto in una società partecipata dal Comune». Questa volta è il coordinamento cittadino della Lega Sulmona che interviene sulla vicenda dell’assunzione della moglie dell’assessore Stefano Mariani in una cooperativa che svolge servizi per il Comune. E lo fa prendendo le distanze dal Partito democratico che, «con inquietante modo», sempre secondo i seguaci di Salvini, «sta dimenticando i veri problemi della città».
«Non si capisce perché ci si possa ancora meravigliare di un fatto che, se inquadrato nella realtà locale, appare come una bazzecola in una città che autorevolmente, per personaggi ed attività criminali, può giustamente proporsi come location della prossima serie televisiva Gomorra», affermano ironicamente dalla Lega coordinata in città da Nicola De Simone, «dispettoso questo Pd, che non sa più cosa fare per tenere banco nei social media e nelle prime pagine dei quotidiani. Sarebbe il caso che la sindaca, Annamaria Casini, intervenga per silenziare queste inquietanti voci, liquidando l’assessore e facendo sì che si torni a parlare dei problemi veri della città». Mentre il Pd torna a ribadire al sindaco la richiesta di dimissionare l’assessore Mariani: «C’è un conflitto di interesse che solo i ciechi e sordi a una qualsiasi etica istituzionale non vedono o vogliono sentirsi richiamare», affermano dal circolo del Pd guidato da Franco Casciani, «ci rimettiamo comunque alla prudente valutazione del capo dell’amministrazione in questione che, in quella giunta, avrebbe dovuto vigilare sull’operato dei suoi collaboratori più stretti». (c.l.)