E la piscina comunale rischia la chiusura

29 Gennaio 2022

La denuncia del gestore: utenza dimezzata e niente ristori. Palumbo (Pd): serve un rapido sostegno

L’AQUILA. «Siamo in grandissima difficoltà: le piscine non hanno ricevuto ristori, la recrudescenza della pandemia ha dimezzato l’utenza e alla fine è arrivato anche il salasso bollette. Così l’impianto rischia di chiudere». Traspare preoccupazione nelle parole di Gianni Benevieri, presidente della piscina comunale “Ondina Valla”di viale Ovidio. «Le bollette sono raddoppiate: dobbiamo pagare 35mila euro di gas, 15mila di elettricità, 9mila per l’acqua oltre alle spese di pulizia e per il personale», aggiunge, «a fronte di un incasso mensile di 40mila euro abbiamo delle oggettive difficoltà ad andare avanti. Spero negli aiuti e in una diminuzione dei costi, altrimenti la struttura che rappresenta un servizio per la città non riuscirà a sopravvivere ai prossime mesi». Sul caso è intervenuto anche il capogruppo del Pd in consiglio comunale. «La città europea dello sport rischia di rimanere senza piscine», afferma Stefano Palumbo, «una situazione che necessita di più azioni e meno conferenze stampa. Allarmi arrivano da ogni parte, ma uno che in questi giorni non va sottovalutato è quello lanciato dai gestori della piscina comunale che chiedono un supporto alle autorità locali per superare l’attuale momento di crisi causato dal concomitante effetto dell’aumento dei costi energetici e della drastica riduzione dell’utenza per via della diffusione di contagi in città. Al Comune dell’Aquila, molto abile ed efficace nell’intercessione presso il governo regionale per erogare fondi a pioggia a enti e associazioni, si chiede un intervento rapido di sostegno a settori che meritano un’attenzione particolare, affinché dopo Verdeaqua, chiuso da oltre tre anni non chiuda anche la piscina Comunale».
Stritolati tra la discesa degli incassi e l’aumento delle spese molti commercianti sono stati costretti a richiedere riduzioni sugli affitti. A confermarlo è Pietro Baldoni proprietario di diversi immobili in città che ospitano uffici e negozi. «Causa pandemia ho ridotto gli affitti del 20 e del 30 per cento con una perdita di quasi 100mila euro», spiega, «in alcuni casi ho anche esentato dal pagamento di qualche mensilità. Ho deciso di concedere una boccata d’aria ai miei affittuari limando i costi». (f.d.m.)