E la superstrada resta sotto accusa

Il sindaco di Civita d’Antino: «Troppe vittime, la prefettura disponga controlli»
CIVITA D’ANTINO. La morte di Americo Ranalletta, il barista avezzanese di 47 anni vittima dell’ennesimo incidente lungo la superstrada del Liri, ha riacceso i riflettori della polemica sull’arteria che collega Avezzano con Sora.
Il sindaco di Civita d’Antino, Sara Cicchinelli, ricorda che tutti gli appelli lanciati finora sono rimasti inascoltati e torna a sollecitare soluzioni per limitare i pericoli.
«È inutile sottolineare l’elevata pericolosità di questa importante arteria che attraversa la regione Abruzzo collegando la provincia dell’Aquila con la Provincia di Frosinone», sottolinea Sara Cicchinelli, «e che in un anno ha causato diversi incidenti stradali, di cui alcuni mortali. Abbiamo più volte manifestato alle autorità competenti le difficoltà che comporta questa tipologia di strada nell’eseguire operazioni di controllo, soprattutto nella fascia oraria che va dalle 19 alle 6, dove si verificano gran parte dei sinistri. Si è richiesto più volte alla prefettura dell’Aquila di poter intervenire con sistemi tecnologicamente evoluti al fine di contrastare il fenomeno dell’incidentalità e garantire agli automobilisti la dovuta sicurezza sulla statale 690, ma tutto ciò senza alcun esito positivo. Il Comune di Civita d’Antino, seppur non responsabile di questa ulteriore tragedia, si stringe al dolore dei familiari delle vittime, augurandosi che, almeno questa volta, le autorità competenti intervengano duramente su tale problematica e si attivino per risolverla in tempi brevi».
Ieri, intanto, sono stati celebrati i funerali di Americo Ranalletta nella chiesa di Borgo Incile ad Avezzano.

