E per Ivan un addio a colori bianconeri

Trasacco, tanta gente per l’ultimo saluto al fisioterapista (supertifoso della Juve) morto d’infarto
TRASACCO. Grande commozione in paese per i funerali di Ivan Colangelo, 43 anni, l’insegnante di Trasacco, ex fisioterapista del Celano Calcio, morto per un malore mentre faceva jogging sul lungomare della Costa dei trabocchi.
La basilica di San Cesidio a Trasacco era gremita. C’erano gli amici d’infanzia, quelli che aveva conosciuto nella sua esperienza lavorativa a Celano, e poi i colleghi dell’istituto Alberghiero di Villa Santa Maria, dove lavorava da diverso tempo. A stroncarlo, secondo quanto emerso dagli accertamenti, è stato un infarto che purtroppo non gli ha lasciato scampo e non ha permesso ai soccorritori di intervenire in tempo. L’insegnante si trovava in località Borgata Marina, a Torino di Sangro, e stava correndo come faceva abitualmente quando ha accusato un malore e si è accasciato. La scena, vista da un passante, ha permesso di lanciare subito l’allarme, ma non c’è stato niente da fare. All’arrivo dell’ambulanza il suo cuore aveva già smesso di battere.
Tutta la comunità di Trasacco si è stretta attorno ai genitori Edda e Alvaro, alle due sorelle Rina e Settimia e alla moglie Silvia Ranzo. La bara è stata accolta in chiesa con un lungo applauso e coperta dalla maglia della Juventus, la squadra per la quale faceva un tifo sfegatati. Anche i suoi amici che a spalla lo hanno voluto accompagnare fino dentro l’edificio sacro hanno indossato la maglia della Juve per rinnovare quel profondo legame che li univa con Ivan. Parole di conforto sono state espresse dal parroco della basilica di San Cesidio e Rufino, l’abate don Francesco Grassi.
«Ivan, quando è morto, aveva un sorriso incredibile e questo significa che è voluto andare incontro a Dio con la gioia nel cuore», ha precisato don Francesco durante l’omelia, «Dio con il sorriso ci parla e ci dà la rassicurazione della Resurrezione. Il Signore tante volte ha incontrato i suoi discepoli sulla spiaggia e proprio lì ha voluto incontrare anche Ivan. Chi vive nella vita di tutti i giorni con Dio al suo fianco viene proiettato automaticamente verso l’eternità». (p.g.)
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