E per la scuola Mazzini arriva l’appalto dei lavori

L’edificio di via Filomusi Guelfi verrà recuperato con una spesa di 7 milioni Potrà ospitare 350 allievi: all’interno spazi sociali, all’esterno anche aree verdi
L’AQUILA. Il Provveditorato alle opere pubbliche ha affidato la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei «lavori di recupero della scuola secondaria di primo grado Giuseppe Mazzini» in via Filomusi Guelfi (nei pressi del Palazzo di giustizia). L’impresa aggiudicataria è “La Torre costruzioni srl” per 7.039.040 euro.
LA STORIA
Il progetto del recupero dell’immobile, che fino al 2009 ospitava appunto la scuola media Mazzini, era stato approvato dalla giunta comunale una prima volta nel 2017 e poi nel 2019 dopo la modifica di alcuni standard relativi in particolare ai parcheggi come richiesto dalla Provincia in fase di conferenza dei servizi.
IL PROGETTO
L’edificio sarà dimensionato per ospitare 350 alunni. Come noto sin dal 2017, verranno realizzati ambienti didattici funzionali ad attività diversificate, progettati ai fini della sostenibilità ambientale, energetica ed economica, nonché all’utilizzo di fonti rinnovabili, e di facile manutenzione. Sono previsti spazi verdi e aree sociali e informali in cui la comunità scolastica possa incontrarsi e partecipare ad attività interne o anche aperte alla città. Verrà inoltre realizzata un’agorà, uno spazio polivalente progettato come un anfiteatro greco, in grado di assolvere a diverse funzioni, ospitando lezioni, laboratori oppure attività di ricreazione e doposcuola. Obiettivo centrale del progetto è quello di «realizzare un edificio funzionale, esteticamente apprezzabile e all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, volàno per la rivitalizzazione del quartiere». Attualmente la scuola media Mazzini è ospitata all’interno di un Modulo scolastico a uso provvisorio, in via Salaria Antica Est, a Pile.
OBIETTIVI GENERALI
«La scuola innovativa è fatta per i ragazzi; al suo interno si deve promuovere la diversificazione al posto dell’omologazione, la libertà di azione e il coinvolgimento attivo al posto di un atteggiamento remissivo e passivo, non deve essere solamente un luogo frequentato ma uno spazio vissuto, personale e irriproducibile altrove, ricco di stimoli ed esteticamente piacevole» riporta la relazione al progetto «lo studente si trova al centro del processo di formazione, si approvvigiona autonomamente di informazioni diversificate e le fa proprie in percorsi autentici di apprendimento. Per questo motivo la scuola di oggi richiede scenari d’uso, strumenti e metodi drasticamente differenti. I nuovi spazi di apprendimento devo essere flessibili per permettere l’introduzione della tecnologia odierna, la quale modifica l’ambiente e la tipologia di apprendimento ma anche e soprattutto i metodi di insegnamento». (g.p.)
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