E sedici consiglieri all’Interporto: «Qui serve l’ospedale da campo»

8 Novembre 2020

AVEZZANO. Consiglieri comunali di maggioranza mobilitati davanti all’Interporto, struttura candidata a ospitare un ospedale da campo modulare in ausilio al presidio dei Santi Filippo e Nicola in...

AVEZZANO. Consiglieri comunali di maggioranza mobilitati davanti all’Interporto, struttura candidata a ospitare un ospedale da campo modulare in ausilio al presidio dei Santi Filippo e Nicola in piena emergenza Covid. Unanime il grido di dolore lanciato dai 16 consiglieri verso la Regione e la Asl: «Non abbandonate la Marsica». Un appello che diventerà richiesta formale nel consiglio urgente sull’emergenza sanitaria che dovrebbe essere fissato per mercoledì dal presidente, Fabrizio Ridolfi. «L’emergenza sanitaria», chiarisce il presidente, «ci ha spinto a cercare una risposta immediata per tamponare le crescenti difficoltà del sistema ospedaliero, ormai in evidente crisi. Una risposta può arrivare in tempi celeri soltanto con l’allestimento di un ospedale da campo modulare nella zona dell’Interporto per ospitare i malati Covid. Sarebbe un ausilio vitale per il territorio e gli operatori del sistema sanitario, molti contagiati, anche per garantire le altre attività al Santi Filippo e Nicola senza rischi di contagio».
Sul tasto dell’emergenza hanno battuto un po’ tutti i consiglieri. «Siamo qui», spiega Alfredo Chiantini, «per sollecitare un impegno corale affinché l’ospedale da campo si realizzi al più presto».
Per Alessandro Pierleoni la Regione ha usato due pesi e due misure: «Per il Covid hospital di Pescara sono stati stanziati 11 milioni, altri per l’Aquila, mentre per la Marsica nulla. Asl e Regione si attivino per l’ospedale da campo all’Interporto».
Ignazio Iucci si è spinto in avanti. «Poiché i vertici della Asl e della Regione», sottolinea, «non sono stati in grado, in otto mesi, di organizzare un sistema idoneo a fronteggiare la pandemia, dovrebbero trarne le conclusioni e, come il commissario alla sanità calabrese, dimettersi. Siamo di fatto zona rossa: i cittadini usino tutte le precauzioni per proteggersi a vicenda».
Sul fattore tempo si è soffermato Roberto Verdecchia: «Il 22 marzo in molti hanno detto che qui era il posto ideale per l’ospedale da campo. La Regione si svegli, oppure ad Avezzano continueremo a vedere i pazienti ammucchiati che seguitano a morire».
L’urgenza di fare presto è sottolineata pure da Lorenza Panei, consigliera del Pd. «Non possiamo più aspettare», dice, «bisogna concentrare risorse e mezzi per i presidi ospedalieri, in particolare per Avezzano, scenario di situazioni di una drammaticità inaccettabile. Basta giochi e giochetti: la giunta di centrodestra ha osato donare 14 milioni di euro al Napoli calcio e pochi spiccioli per la tutela della salute dei cittadini e i lavoratori della sanità che ogni giorno a costo della loro salute si recano al lavoro per difendere con i denti quel poco che resta». La situazione, infatti, è sempre più critica innanzitutto al pronto soccorso di Avezzano dove gli accessi sono «riservati ai pazienti con patologie più gravi. Le persone che necessitano di assistenza per problemi minimi», afferma Filomeno Babbo, consigliere comunale e operatore sanitario, «vengono inviate ai punti di primo intervento di Pescina e Tagliacozzo. Questo per non intasare ancor di più il pronto soccorso di Avezzano, dove la situazione è critica». (m.s.)
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