E si lavora alla mappa del rischio

25 Ottobre 2017

Dalla Carta delle valanghe alle previsioni meteo, tutto è partito dopo Rigopiano

L’AQUILA. La tragedia di Rigopiano – con i suoi 29 morti – e le 793 valanghe in 60 anni hanno prodotto un’accelerazione, da parte della Regione che ha deciso di dotarsi della carta per la localizzazione del pericolo valanghe. Si tratta della mappa del rischio. Casella mancante era la stazione meteo e anche quella ora è stata riempita. La carta delle valanghe era stata deliberata nel 2014 dalla giunta Chiodi ma, stando alle dichiarazioni di un funzionario della Regione, Carlo Giovani, davanti ai magistrati della Procura di Pescara, «dimenticate» da Luciano D’Alfonso. I morti di Rigopiano hanno ridato spinta alla pratica rimasta in un cassetto e la Regione, attraverso il suo nuovo organismo, il Soggetto Aggregatore, ha bandito una gara d’appalto al massimo ribasso – base d’asta è di un milione e 35mila euro – per mappare la bellezza di 4.330 chilometri quadrati di territorio compreso tra il Gran Sasso, i Monti della Laga e la Maiella. Per partecipare occorreva vantare un fatturato annuo, negli ultimi tre anni, pari a un milione e aver svolto lavori simili di importo non inferiore ai 500mila euro per ciascuno degli ultimi cinque anni. Il cerchio dei possibili partecipanti si è così è ristretto e hanno risposto in tre. Il lavoro dovrà essere ultimato entro 36 mesi e il termine è perentorio. Non è stato ancora deciso chi dovrà mappare il territorio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.