Ecare, scatta lo stato di agitazione
Le Rsu attaccano l’azienda per il “congelamento” di una commessa
L’AQUILA. Scatta lo stato di agitazione tra gli operatori del call center Ecare di Monticchio. La mobilitazione, che potrebbe sfociare anche nella proclamazione dello sciopero, è stata decisa dalle Rsu in seguito «all’atteggiamento dei vertici aziendali» che ha portato al congelamento di una commessa appena acquisita. Una scelta che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, andrebbe ad aggravare la situazione già altalenante del sito aquilano, dove sono stati ricollocati gli ex dipendenti della Transcom e che attualmente conta circa 450 addetti. «Lo stato di agitazione è stato proclamato in seguito alla comunicazione fornita dai responsabili aziendali», scrivono in una nota le Rsu, «relativa al congelamento della commessa arrivata da soli dieci giorni dall’Acea. Ciò per far fronte a un aumento del lavoro su attività poco produttive per l’andamento economico del sito dell’Aquila. Come Rsu, riteniamo altamente irresponsabile questo atteggiamento dei vertici aziendali, che creano in questa maniera marginalità negative su un sito già appesantito da una situazione economica altalenante, legata all’andamento dell’unica commessa esistente (TeleTu). Per questo, considerando anche che il venir meno delle attività legate alla commessa dell’Acea contraddice precisi accordi verbali intercorsi tra sindacati e vertici aziendali sulla necessità di differenziare e ampliare le attività e le commesse gestite dal sito, è stato concordato di avviare lo stato di agitazione. Siamo inoltre pronti a ricorrere anche allo sciopero», concludono le Rsu. (r.s.)
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