Eccidio dei Limmari, il giorno del ricordo

21 Novembre 2022

Fu la strage nazista più efferata in Abruzzo: ieri la fiaccolata, oggi le commemorazioni al Sacrario

ROCCARASO. Con una fiaccolata nel pomeriggio di ieri si sono aperte le commemorazioni del 79° anniversario dell’Eccidio dei Limmari, la strage nazista del 21 novembre 1943 in cui vennero uccise 128 persone inermi. La strage più efferata in Abruzzo. La Fiaccola del ricordo, giunta alla trentesima edizione, si è svolta tra i casolari dei Limmari, fino al Sacrario di Pietransieri. L’appuntamento è stato organizzato dal locale Gruppo alpini. I rintocchi della campana e la lettura dei nomi delle vittime hanno suscitato grande commozione. Oggi le altre cerimonie. Alle 9.30, in piazza Martiri dei Limmari, è in programma il ricevimento delle autorità e delle delegazioni; alle 11 nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo la celebrazione della messa presieduta dal vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, monsignor Michele Fusco, e dal parroco di Pietransieri, don Ishal Insan; alle 12 la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario dei Limmari; alle 12.15 il saluto del sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, e gli interventi delle autorità presenti. Una giornata per non dimenticare. In località bosco di Limmari (Valle della Vita) i soldati tedeschi trucidarono 128 persone, tra cui 60 donne e 34 bambini al di sotto dei 10 anni (un piccolo aveva appena un mese), senza motivazioni documentate, ma per il semplice sospetto che la popolazione civile sostenesse i partigiani. La zona in cui avvenne il massacro rappresentava uno dei capisaldi della linea difensiva Gustav su cui le forze armate tedesche si attestarono dopo lo sbarco alleato a Salerno. Hitler ordinò alle forze tedesche nell’Italia centrale di mantenere le proprie posizioni, facendo terra bruciata attorno alle formazioni partigiane operanti, e il 30 ottobre 1943 il maresciallo Albert Kesselring fece affiggere un manifesto, nelle località: Rivisondoli, Pescocostanzo, Roccaraso, Roccacinquemiglia e Pietransieri, che recitava in tedesco: «Tutti coloro che si troveranno ancora in paese o sulle montagne circostanti saranno considerati ribelli e ad essi sarà riservato il trattamento stabilito dalle leggi di guerra dell’esercito germanico» (la fucilazione sul posto). Ubbidirono in pochi al messaggio dei tedeschi, molti pietransieresi si rifuggiarono nei boschi dei Limmari convinti di essere al riparo. Così non fu. I corpi restarono abbandonati nella boscaglia, sepolti dalla neve sino alla primavera del 1944.