Ecco il monumento all’emigrante

Toccante cerimonia a Celano: l’opera davanti al castello svelata dall’italo-canadese Tina Vicaretti
CELANO. Sul cartello che fino a qualche giorno fa indicava il luogo dove sarebbe stato installato il monumento all’emigrante si leggevano le parole di Cesare Pavese tratte da “La luna e i falò”: «Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».
Come ogni anno il 25 agosto, ieri Celano ha onorato i suoi emigrati. E al posto di quel cartello, ora, c’è un’imponente opera d’arte (alta circa 4 metri e del peso di 8 quintali), realizzata dall’artista Silvio Mastrodascio, teramano che vive in Canada. Con una toccante cerimonia, presentata dal giornalista del Centro, Domenico Ranieri, e a cui ha presieduto il sindaco Settimio Santilli, con l’onorevole Filippo Piccone, insieme a tutta l’amministrazione comunale, è stato inaugurato il monumento. Il basamento del monumento è stato progettato dall’ingegnere Francesco Vicaretti e dall’architetto Paolo Cerasoli, su commissione del Comune di Celano e dell’Acem, Associazione per i celanesi emigrati nel mondo. Ha benedetto l’opera don Claudio Ranieri, accompagnato dalla musica della Banda Città di Celano. La mattinata si è aperta con la messa celebrata all’interno del castello, con il contributo del comitato per i festeggiamenti Santi Martiri che offre l’ingresso agli emigranti e non solo per una visita guidata al castello. La funzione religiosa è stata celebrata, oltre che da don Claudio, da padre Marco Tasca, ministro generale dell’Ordine dei frati minori conventuali, da padre Roberto Scocchia e da don Giuseppe Ermili. Nel pubblico, tra gli altri, presenti il sindaco di Collarmele, Antonio Mostacci, l’assessore comunale di Trasacco, Americo Montanaro, l’assessore comunale di Assisi, Monia Falaschi, Antonio Del Corvo, presidente onorario del comitato Santi Martiri, il maestro Nazzareno Carusi, ambasciatore d’Abruzzo nel mondo, il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, raggiunto più tardi dal presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis. Il lungo corteo di autorità civili e militari – tra gli altri erano presenti il comandante della polizia locale Giuseppe Fegatilli e quello dei carabinieri, il maresciallo Pietro Finanza – si è fermato davanti al Parco della Rimembranza per l’alzabandiera, per poi arrivare nella piazza antistante l’ingresso del Castello che ora custodirà il prezioso monumento all’emigrante. Un’opera realizzata anche grazie al contributo di imprenditori privati, “svelata” al pubblico da Tina Vicaretti, da Montreal (Canada), la madrina. I veri protagonisti sono stati i celanesi che nella loro città non vivono più da tanto tempo, ma che tornano perché è il posto, come diceva Pavese, dove c’è ancora chi li aspetta. In prima fila Eligio Paris, ambasciatore d’Abruzzo nel mondo, e Americo Belviso, emigrante in Venezuela. Con loro tanti rappresentanti degli emigranti con le bandiere dei Paesi in cui vivono e sono stati accolti. La giornata è proseguita con un pranzo dell emigrante da Guerrinuccio e con un doppio concerto in piazza della Banda città di Celano.
Magda Tirabassi
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