Ecco l’ultimo romanzo della scrittrice Di Pascasio

19 Ottobre 2016

AVEZZANO. “Ricordami la colpa” è il titolo dell’ultimo romanzo della scrittrice Roberta Di Pascasio, membro dell’Ufficio del Teatro del comune di Avezzano e responsabile dell’agenzia letteraria...

AVEZZANO. “Ricordami la colpa” è il titolo dell’ultimo romanzo della scrittrice Roberta Di Pascasio, membro dell’Ufficio del Teatro del comune di Avezzano e responsabile dell’agenzia letteraria Ponte di carta. Appuntamento sabato alle 17.30 nell’aula magna del Liceo Classico “Alessandro Torlonia”. Tutti abbiamo una colpa da espiare, una pena che ci ossessiona, un rimpianto, un dovere o una responsabilità cui siamo venuti meno; la colpa della protagonista di questa storia riguarda se stessa, ma soprattutto il fratello più piccolo, non essere riuscita a salvarlo da un inferno familiare senza sconti né autocommiserazione.

La narrazione è affidata alla voce di Sibilla che in un libero e coinvolgente flusso di coscienza racconta la sua storia, un percorso burrascoso ricco di colpi di scena. Quando pensi di aver capito la direzione verso cui va svolgendosi il racconto, di colpo assisti a una virata, una curva improvvisa o un arresto che rimescola le carte in tavola e rimette tutto in gioco. Rapporti, idee, prospettive. È questa la grande capacità della scrittrice, non permetterci di considerare alcunché di scontato o prevedibile, non farci sentire mai “comodi” nella lettura.

Questo romanzo è tante cose insieme: è un romanzo di formazione, è la storia di un potente e bellissimo rapporto tra fratelli, è una storia d’amore, è una critica a una società votata al culto dell’apparire, un’analisi lucida e spietata di un conformismo e un pregiudizio intesi come risultato di pigrizia, paura, viltà, indifferenza. Il romanzo segue un percorso circolare, una narrazione intesa come un lungo ricordo che parte dal momento in cui la protagonista, quasi sposa, sceglie la fuga. Chiude con il passato. Si sfila l’abito da sposa e lo stende sul pavimento: «sembra un disegno fatto di gesso, come quello che usano i detective quando segnano il profilo per terra di un corpo morto ammazzato. Lo sistemo come fosse davvero un cadavere scomposto. Un braccio in alto, l’altro in basso, le gambe piegate, il viso immaginario poggiato da un lato, gli occhi chiusi. Sulla parte del collo lascio i brandelli di velo, in basso le scarpe che non indosserò mai». In questa storia sono tutti colpevoli, più o meno consapevoli, ma solo lei sembra avere la lucidità spietata, necessaria per un consapevole percorso di elaborazione e cambiamento.

Il fil rouge che attraversa la narrativa della Di Pascasio è il tema della trasformazione e della rottura, personaggi che evolvono, si mettono in discussione, affrontano il destino avverso, si distruggono per trasformarsi e rinascere. Combattono, cambiano e, quando pensi che stiano per rinunciare e abbassare le armi, tirano fuori un coraggio e una tenacia sorprendenti.

Roberta Di Pascasio ha già pubblicato “Le porte di Cocteau” (Giulio Perrone editore), “e-mozioni da poco” (Edimond, premio Città di Castello) e la raccolta di racconti “L’amore si impara” (Giovane Holden edizioni, premio Bukowski).

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