Edifici privati, resta poco tempo Subito le carte o addio contributi

Termine massimo fissato al 30 settembre per nuove domande e integrazioni di pratiche incomplete Presentate 29.500 istanze, 50 non sono in regola. Provenzano (Usra): «Ne mancano al massimo 200»
L’AQUILA . Il tempo dei rinvii e degli indugi è finito. Chi deve ancora avviare o anche solo completare le pratiche per la ricostruzione privata post-sisma 2009 ha ancora a disposizione poco più di sei mesi: dopo non potrà più accedere ai contributi pubblici per la riparazione di immobili lesionati. Il termine è stato fissato dal decreto Milleproroghe, convertito in legge a fine febbraio dal parlamento, e a ricordarlo è il responsabile dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) Salvatore Provenzano.
L’AVVISO. «Gli aventi diritto devono presentare la domanda per la concessione del contributo entro il termine inderogabile del 30 settembre, pena la decadenza del beneficio». È questo il passaggio del decreto che ha fatto partire il conto alla rovescia, terminato il quale non sarà possibile accedere ai fondi per il ripristino degli edifici danneggiati. La scadenza è perentoria. «Si tratta di una data stabilita in un decreto convertito in legge senza obiezioni in parlamento», tiene a precisare Provenzano, «non ci sono molti strumenti per modificarla e credo che non verrà cambiata». D’altra parte, a dodici anni dal terremoto, e con oltre l’80 per cento della ricostruzione avviata l’organo legislativo ha indicato una scadenza «per avere una certezza», osserva il commissario. Le pratiche devono essere comunque in linea con i requisiti richiesti. «Le nuove istanze, per poter essere considerate a tutti gli effetti come domande ai sensi di leggi», chiarisce Provenzano, «dovranno essere presentate corredate dalla documentazione obbligatoria prevista dalla check list Usra Progetti parte prima: in tal caso alle stesse verrà assegnato un numero di protocollo unificato con prefisso AQ-BCE».
NON IN REGOLA. Il termine riguarda anche le domande inviate all’Usra, ma non corredate dalle carte necessarie. «Per le istanze già acquisite agli atti, ma incomplete e, dunque, allo stato, sprovviste del protocollo unificato con prefisso AQ-BCE e non istruibili come domande», osserva Provenzano, «gli aventi diritto dovranno presentare l’obbligatoria documentazione integrativa entro e non oltre il termine inderogabile del 30 settembre». Si tratta, in pratica, di semplici segnalazioni ricevute a suo tempo dall’Usra, a cui però non sono seguiti gli atti previsti dalle norme. «Ci sono state inviate lettere che annunciavano l’apertura delle pratiche», tiene a sottolineare il responsabile dell’Ufficio, «ma per le quali successivamente non è stato mandato alcun documento».
QUANTE SONO. Le istanze incomplete e di conseguenza non ammissibili alla contribuzione ammontano a 50. «Chi le ha inviate è stato già più volte avvertito per lettera», evidenzia Provenzano, «della necessità di presentare al più presto la documentazione». L’Usra non ha un dato certo, perché sarebbe impossibile calcolarlo con assoluta esattezza, su quanti siano ancora gli edifici privati da riparare e le relative domande da presentare. In base ai numeri registrati finora, però, l’Ufficio ha elaborato una stima attendibile. «Mancano un centinaio di istanze, al massimo duecento», rileva il responsabile, «per quanto si tratti di un dato residuale rispetto alla massa degli interventi avviati o programmati, resta l’interesse principale a ricostruire la città». All’Usra sono state presentate finora 29.500 domande, a cui corrispondono 28.600 pratiche istruite. Da avviare, dunque, ne mancano 900 che risultano depositate e con tutte le carte in regola.
L’APPELLO. A breve, insomma, l’immenso lavoro di valutazione e autorizzazione degli interventi post-terremoto, per quanto riguarda la ricostruzione privata, verrà completato. Da qui nasce, quindi, l’appello rivolto ai ritardatari. «Bisogna sbrigarsi», conclude Provenzano, «perché ormai non c’è più tempo».
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