Edifici pubblici crollati, nessun colpevole

27 Giugno 2018

Senza esito l’esposto sulla mancata valutazione dei politici dello studio di Abruzzo Engineering sui palazzi vulnerabili

L’AQUILA. Un allarmante dossier nel quale si affermava che ben 137 edifici pubblici in città erano a rischio crollo in caso di sisma, era presente in Regione fin dal 2006. Le istituzioni, dunque, avevano contezza di ciò e, comunque, avrebbero dovuto saperlo se non altro per il costo, ben 5 milioni, di quella preziosa opera. Un’omissione di valutazioni su quanto scritto nello studio di Abruzzo Engineering che avrebbe dovuto indurre a correre ai ripari ma non se ne fece nulla. L’omissione sembra abbastanza evidente e, tempo addietro, fu presentata una denuncia penale da parte dell’avvocato Simona Giannangeli. Ma, se ci sono state valutazioni superficiali da parte di politici o tecnici, non lo si saprà mai: la denuncia è stata archiviata. E dopo la delusione anche la beffa: nonostante l’avvocato avesse scritto ben chiaro nella denuncia di essere avvisata in caso di richiesta di archiviazione, ciò non è avvenuto. Per cui sono scaduti i termini per fare opposizione e rimettere il fascicolo al vaglio del gip che avrebbe anche potuto decidere in modo diverso. Un piccolo giallo, anche perché non le è ancora stato spiegato come sia potuto accadere questo.
Nella denuncia si chiedeva di individuare se, e da chi, siano stati violati obblighi di legge ignorando per anni la valenza di quel dossier redatto da persone competenti su richiesta dalla presidenza del consiglio dell’epoca.
Tra i fabbricati a rischio, indicati nel dossier, si trovavano anche la Casa dello studente e il Convitto nazionale come pure la facoltà di ingegneria a Roio dove, se il sisma del 2009 ci fosse stato di giorno, ci sarebbero potuti essere 2mila morti secondo i periti della Procura. Si trattava di criticità che, una volta rese note, avrebbero potuto essere risolte, almeno nei palazzi più nuovi, con ristrutturazioni più o meno rapide, o, solamente, mandando la gente in altre sedi.
C’è poi un altro aspetto che non verrà mai chiarito: il lavoro di Abruzzo Engineering fino a prima del 6 aprile 2009 era regolarmente consultabile sul sito Internet dell’ente, ma poi è sparito per rispuntare anni dopo.
Il dossier della Regione, più aggiornato rispetto al rapporto Barberi, indicava altri palazzi a rischio: Teatro comunale, Palazzo Carli, gli uffici regionali, la prefettura, le sedi comunali.
Non era esente dall’adeguamento strutturale nemmeno il campo sportivo Fattori di viale Gran Sasso, dove, però, non ci sono stati danni.
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