Edimo, niente cassa da febbraio

8 Settembre 2015

Interessati circa cento lavoratori. Taddei: ma io sono fiducioso, ora l’azienda si sta riprendendo

L’AQUILA. Dal 19 febbraio, quando la Edimo spa è stata dichiarata fallita dal tribunale di Roma, i lavoratori attendono l’erogazione della cassa integrazione straordinaria.

Dei 110 dipendenti rimasti senza lavoro, solo una parte è stata ricollocata nella Temar, costituita dai dirigenti del gruppo Edimo, che ha rilevato il settore prefabbricati. Tutti gli altri sono alle prese con i tempi biblici della burocrazia: per firmare il decreto che dà il via libera all’ammortizzatore sociale trascorrono di solito 7/8 mesi.

Se la passano male anche i dipendenti della Em969 e della Taddei spa, le altre aziende della famiglia Taddei che hanno avuto accesso al concordato preventivo: ritarda anche la cassa integrazione ordinaria dei mesi di giugno, luglio e agosto.

«Siamo di fronte a un vero e proprio allarme sociale», afferma il segretario della Uilm, Clara Ciuca, «visto che ci sono decine di famiglie senza alcun reddito dal mese di febbraio, che stentano ad andare avanti. Sono questi i risultati prodotti dalle lungaggini della burocrazia, dal disinteresse di chi non è toccato dal problema in prima persona, da leggi fatte male. Lo Stato, che dovrebbe tutelare i lavoratori, impiega in media sette mesi per erogare la cassa integrazione straordinaria. Nel frattempo, i lavoratori come campano? Riceviamo quotidianamente richieste di aiuto. Possibile che nessuno intervenga per risolvere questa situazione?».

Il gruppo Edimo, fondato nel 1969 e impegnato in molti cantieri della ricostruzione post sisma, prima del fallimento dava occupazione a circa 450 persone, di cui 110 impiegate nella sola Edimo Spa.

La famiglia Taddei, in seguito alla grave crisi che ha colpito il gruppo, ha avviato la ristrutturazione aziendale, che secondo Danilo Taddei sta portando ai primi risultati: «Il gruppo si sta riprendendo, ci sono contatti in atto e trattative per il rilancio dell’attività industriale e si auspica di poter ripartire con la gran parte degli assetti che avevamo precedentemente allo stato di crisi».

«Attualmente», ha spiegato prima dell’estate il rappresentante della famiglia Taddei, «il gruppo è riuscito a rioccupare circa 150 dei suoi dipendenti».

Lo scorso 19 febbraio il tribunale della capitale ha dichiarato il fallimento della Edimo Spa, nominando come curatore fallimentare l'avvocato Luigi Labonia, che ha aperto le procedure di mobilità per i dipendenti che non sono stati riassorbiti dalla Temar e che ora attendono da mesi l'erogazione della cassa integrazione straordinaria.

Romana Scopano

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