Effetto Papa sul Duomo: il restauro può iniziare

È ufficiale l’aggiudicazione dei lavori: avvio previsto all’inizio del 2023
L’AQUILA. Quando lo scorso 28 agosto Papa Francesco ha varcato la soglia dell’ingresso laterale del Duomo, nella piazza principale della città, l’apertura del cantiere di restauro sembrava ancora molto lontana. Neanche tre mesi dopo, invece, quel momento atteso per 13 anni è ormai arrivato. È stato firmato, infatti, l’atto di aggiudicazione dei lavori di consolidamento e restauro della cattedrale dedicata ai Santi Massimo e Giorgio, da parte del segretario regionale ai beni culturali ad interim, Federica Zalabra. La determina che vede vincitrice della gara d’appalto la Cobar costruzioni Barozzi, per un importo di circa 18 milioni e mezzo, segue le verifiche amministrative portate a termine le scorse settimane.
APERTURA CANTIERE
«L’obiettivo che intendiamo perseguire è firmare il contratto entro l’anno, in modo che a inizio del prossimo possano partire le opere» spiega il direttore dei lavori, Augusto Ciciotti. «Per la firma bisogna attendere almeno 35 giorni dall’atto di aggiudicazione, a quel punto si potrà aprire il cantiere».
LA DITTA DI ALTAMURA
Ad aggiudicarsi la procedura avviata il 25 maggio scorso è stata la ditta pugliese Cobar di Altamura (Bari). Sono state 14 le ditte ad aver partecipato alla gara (3 escluse in fase finale) e i lavori della commissione giudicante sono partiti a luglio, con le verifiche delle documentazioni tecnico-amministrative e con le sedute di esame delle proposte tecniche. La Cobar ha ottenuto il massimo punteggio proprio per la proposta tecnica, arrivando così all’aggiudicazione dell’appalto.
DUE STRALCI
L’intervento sul Duomo è frutto di un lungo e complesso lavoro tecnico-amministrativo del Segretariato regionale, stazione appaltante, in collaborazione con la Soprintendenza per le province dell’Aquila e Teramo e con la proprietà, l’arcidiocesi dell’Aquila. I lavori sono stati suddivisi in due stralci, parallelamente alle fonti di finanziamento.
IL REBUS DEI FONDI
Allo stato attuale sono a disposizione circa 18 milioni lordi, appena la metà di quanto necessario per l’intero lavoro di consolidamento e restauro, provenienti dalla delibera Cipes del 2016. Altri 18 milioni e 500mila euro sono previsti con l’inserimento dell’intervento nel piano Sviluppo e coesione del ministero della Cultura. «I fondi ancora non arrivano» dice il direttore dei lavori «ma abbiamo una nota che ci rassicura sull’inserimento dei finanziamenti per il secondo stralcio nella prossima programmazione dei fondi Fsc».
IL PROGETTO
Per il duomo era stato realizzato un progetto esecutivo per la riparazione, il consolidamento, il miglioramento sismico e il restauro, commissionato dalla Curia per un importo di circa 35 milioni di euro, precedente al 2015 quando la competenza è passata definitivamente al ministero. Il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza.
Nei mesi scorsi il gruppo di progettazione formato da Paolo Rocchi e Tecno Art ha completato le attività di redazione del progetto esecutivo e l’intero progetto è stato acquisito dal Segretariato regionale per l’Abruzzo. L’intervento sarà di tipo conservativo e restituirà alla città una cattedrale molto simile a quella devastata dal terremoto del 2009.
LA COPERTURA
Prioritaria, rispetto al resto, sarà la realizzazione di una copertura per la cattedrale, esposta alle intemperie dal 2009. Proprio la mancanza di un tetto, infatti, ha aggravato negli anni una situazione già molto difficile a causa dei danni subiti con il terremoto.
CINQUE ANNI
I lavori dovrebbero durare 1800 giorni, cioè 5 anni. Se cominceranno, senza intoppi, nel 2023 potrebbero terminare dunque nel 2028.
«I lavori oggetto dell’affidamento dovranno essere espletati nel termine massimo di 900 giorni naturali e consecutivi per lo stralcio 1 e 900 per lo stralcio 2» è specificato nella delibera.
L’EQUIPE
A guidare i lavori saranno l’architetto Valerio Tesi, Soprintendente per le province di Pisa e Livorno, in qualità di responsabile unico del procedimento, e l’architetto Augusto Ciciotti, responsabile del Segretariato, quale direttore dei lavori.
SPETTRO RICORSI
Il timore più grande, adesso, è che proprio l’aggiudicazione delle opere possa comportare ricorsi da parte di altre ditte. Questo, infatti, ritarderebbe l’avvio dei lavori. «L’apertura del cantiere sarà per noi un momento storico», commenta Ciciotti, «tanto è stata complessa la procedura di avvio delle opere».
LA VISITA DEL PAPA
La visita in città del Santo Padre ha di sicuro dato un importante impulso alle procedure. Entrato nella cattedrale devastata dal sisma, aveva esclamato: «Non c’è niente qui», per poi aggiungere: «Spero che il Duomo rinasca al più presto, come tutte le chiese che ancora aspettano di essere ricostruite. Siete forti voi abruzzesi».
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