Elezioni, Bruno Di Masci presenta il suo programma

20 Marzo 2016

Altra affollata assemblea dell’ex sindaco che snobba i commissari del Pd «La città è in crisi e non è il momento di pensare alle appartenenze politiche»

SULMONA. «Tra le esigenze di partito e l’amore per la città, io scelgo la città. Non inseguo ruoli, perché già ne ho avuti ma mi metto a disposizione per la costruzione di un programma di mandato, per una futura amministrazione comunale». Chi si aspettava l’annuncio ufficiale della sua candidatura a sindaco è rimasto deluso. Bruno Di Masci non lo ha detto chiaramente ma ha fatto intendere che se non vedrà alternative sarà lui a scendere direttamente in campo. Per il momento ha preferito parlare di programmi. I nodi della città e del territorio, dalla salvaguardia dell’ospedale alla difesa del Tribunale, dalla necessità della ripresa economica alla valorizzazione delle opportunità offerte dalla ricostruzione post terremoto fino alle sorti dell’istituto penitenziario e della scuola di polizia penitenziaria, sono stati i temi affrontati insieme a Luciano Marinucci, Luciano Angelone, Luigi Di Cesare, Sandro Ciacchi, Teodoro Marini e Giuseppe Ninu. Di Masci ha ricordato di aver incontrato, nei giorni scorsi, il commissario prefettizio Giuseppe Guetta, invitandolo a risolvere in fretta i problemi degli aggregati edilizi post terremoto, per i quali c’è già la delibera della giunta uscente, e per la sede da assegnare alla Camera di Commercio. Insomma, già si muove da sindaco. «Questa città è ridotta male», ha detto Di Masci toccando il caso del trasferimento a Pratola dell’Istituto tecnico De Nino-Morandi, «caso», a suo dire «gestito con i piedi». Ha ricordato anche l’esclusione di Sulmona dai poli di attrazione e ha detto che «nessuno ha parlato di questo problema sollevato dall’economista Aldo Ronci». Quindi Di Masci ha sottolineato come davanti a una città in grave crisi «occorra mettere da parte le convinzioni di partito». Mentre, pensando alla centrale Snam, al decentramento da Sulmona di autostrada e ferrovie, l’ex consigliere regionale ha detto che «non è accettabile che città sia ridotta a una discarica». Concludendo Di Masci non ce l’ha fatta a trattenere la sua verve polemica criticando la mossa dell’assessore regionale, Andrea Gerosolimo, di presentare subito candidato sindaco e liste sottolineando che «prima vanno formulate le idee, per riempire di contenuti il programma».

Marini, componente della direzione regionale Cna, ha parlato della crisi di piccole e medie imprese, proponendo l’istituzione dell’Ufficio Europa, al Comune. Sandro Ciacchi, in qualità di responsabile della ricostruzione nelle aree del cratere, ha lamentato l’estrema lentezza delle pratiche legate al post terremoto, in particolare per le opportunità economiche legate agli aggregati edilizi. Marinucci ha parlato dell’ospedale mentre Angelone, ha sottolineato la necessità di riprendere la battaglia in difesa del Tribunale.

Claudio Lattanzio

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