Elezioni, Casini con Gerosolimo

30 Luglio 2021

E si accentua lo scontro tra il sindaco uscente e i vertici del circolo locale del Pd

SULMONA. Il progetto politico originario per le prossime amministrative di Sulmona messo su dai vertici locali del Pd prevedeva una coalizione trasversale che raccogliesse gruppi, partiti e movimenti politici dall’estrema sinistra alla destra. Senza simboli di partito e tutti uniti in tante liste per sconfiggere il civismo che hanno sempre contestato: quello del sindaco uscente Annamaria Casini e dell’assessore regionale Andrea Gerosolimo. Un progetto fortemente rivendicato dal segretario cittadino del Pd Franco Casciani e che ha visto nella presidente Teresa Nannarone la più attiva sostenitrice. Un progetto che si è sfaldato strada facendo, quando i partiti del centrodestra che prima avevano garantito la loro adesione, Forza Italia e la parte della Lega che fa riferimento alla consigliera regionale Antonietta La Porta e al marito e coordinatore cittadino del carroccio, Nicola Di Simone si sono tirati indietro per tornare a sostenere la loro tradizionale coalizione. Una situazione non preventivata che ha costretto il Pd a fare una clamorosa marcia indietro, anche per quanto riguarda l’uso del simbolo del partito. Il tutto allineandosi alla scelta del Movimento 5 Stelle che ha sempre premuto e auspicato affinché tutti i gruppi della coalizione di centrosinistra, (Italia Viva, Sinistra Italiana e Azione) presentassero liste con il loro simbolo ufficiale. Ora sarà in parte così. Al momento sono tre gli schieramenti politici che si daranno battaglia per conquistare il Comune di Sulmona: la coalizione di centrosinistra che punta sul candidato sindaco Gianfranco Di Piero, il centrodestra con Vittorio Masci e i civici di Andrea Gerosolimo. Con lui il sindaco Annamaria Casini, che spiegherà alla città i motivi che l’hanno portata a non ricandidarsi.
E proprio su questo argomento ieri si è registrato un altro scontro tra i vertici del Pd e il sindaco Casini. Sono volate parolone nei confronti dei civici, che hanno spinto il primo cittadino a dire: «Rispetto il Pd ma non le persone che lo rappresentano in città in questo momento». (c.l.)
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