Elezioni, la Berghella detta le condizioni per scendere in campo

8 Marzo 2016

L’imprenditrice: «I politici attuali facciano un passo indietro Occorre superare i soliti schieramenti e i personalismi»

SULMONA. Da più parti l’hanno indicata a torto o a ragione come la persona giusta per riportare Sulmona e i sulmonesi fuori dalla crisi e dall’isolamento economico e sociale in cui la città è finita negli ultimi anni.

In più circostanze il suo nome è stato associato a quello del prossimo sindaco senza che lei sia mai intervenuta a confermare o a smentire di essere pronta a dare la propria disponibilità.

Per la prima volta, Anna Berghella, presidente dell’associazione Fabbricacultura e della Dmc, l’associazione di imprenditori impegnata da anni a trovare le soluzioni giuste per lo sviluppo del Centro Abruzzo, esce allo scoperto ponendo le sue condizioni per una eventuale disponibilità a ricoprire la carica di sindaco di Sulmona.

E lo fa con una riflessione ad alta voce, partendo dal fatto che Sulmona e il comprensorio vivono ormai da molti anni una crisi economica assai grave e profonda che sembra irreversibile.

«La grave crisi economica e sociale della città di Sulmona, accentuata dalla confusione politica che pervade tutti gli schieramenti», dice, «avrebbe consigliato l’impegno diretto di tante persone che in questa città e in questo territorio hanno dimostrato indubbie capacità che, poste al servizio della collettività, avrebbero potuto realizzare quel cambiamento – anche di mentalità – indispensabile per ambire a una ripresa. Sulmona dovrebbe riprendere la guida di un comprensorio vasto attraverso una amministrazione che superi i soliti schieramenti e i personalismi, che non sia soggetta a facili pressioni di singoli consiglieri su questioni di interessi particolari, che riesca a sensibilizzare alla sua partecipazione quanto di meglio questa collettività possa esprimere».

Secondo la presidente di Fabbricacultura tutto ciò potrebbe assicurare la durata di una legislatura e lo sviluppo di un programma di rilancio che abbia il respiro quanto meno di cinque anni.

«Tale sogno», prosegue, «imporrebbe un passo indietro da parte di molti interpreti della politica cittadina, l’abbattimento degli steccati preconcetti, un innalzamento etico e di responsabilità di tutta la collettività e la coesione su un progetto che valorizzi le peculiarità e le potenzialità che la nostra città esprime solo saltuariamente».

«Solo questo», conclude Anna Berghella, «potrebbe convincere chi ha dato e continua a dare a questa collettività il suo impegno in altri campi economici e sociali a scendere in campo e coniugare tale impegno con l’attività politica e amministrativa».

Fin qui la riflessione della Berghella arriva in un momento in cui il centrodestra sulmonese sta vivendo un momento molto difficile e di estrema litigiosità tra chi vuole affidarsi a liste civiche e chi, invece, è convinto di andare avanti con i partiti. Tutto questo a fronte di una consultazione elettorale molto vicina.

Claudio Lattanzio

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