Elicottero caduto, udienza per 6 indagati

24 Settembre 2018

L’opposizione delle sei parti lese ha bloccato l’archiviazione invocata dalla Procura. Il 28 novembre la decisione del gip

L’AQUILA. Non ci sarà il colpo di spugna, come temevano le parti lese dopo che la Procura aveva manifestato la volontà di non procedere, sul fascicolo riguardante la tragedia dell’elicottero del 118 caduto nel gennaio dello scorso anno sul Gran Sasso con sei vittime. Contro la scelta della Procura, che in precedenza aveva preso ben altre decisioni salvo poi ripensarci, è stata presentata opposizione che è stata accolta. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale, Guendalina Buccella, ha fissato un’udienza per il 28 novembre. Dire che i giochi sono riaperti è una forzatura, ma comunque le parti lese avranno qualche occasione in più per far sentire le loro ragioni.
In un primo momento furono indagati per omicidio colposo in sei: Giulio Fini, di 56 anni, di Roma; Maurizio Lebet (57), nato ad Acireale e residente a Cefalù (Palermo); Gianfranco Molina (42), nato a Milano e residente a San Gregorio di Catania; Roberto Noceto (50), nato a Bari e residente a Roma; Pietro Trabucchi (55), di Sondrio; Alfonso Friolo (55), nato a Lizzano (Taranto) e residente a Viterbo. Si tratta di manager e tecnici della società che operava il volo in forza di un contratto con l’Asl di Pescara impegnati a vario titolo nella definizione e realizzazione di politiche di sicurezza, addestramento, formazione e controllo piloti.
Per costoro il pm, dopo aver chiuso le indagini, ritenendo che essi avessero in qualche misura responsabilità sul mancato addestramento del pilota (che avrebbe sbagliato manovra), ha poi virato nella direzione opposta chiedendo di archiviare. Nell’opposizione si fanno alcune valutazioni. Ci si chiede come mai il perito della Procura, che inizialmente aveva sostenuto una versione dei fatti, abbia poi fatto marcia indietro allineandosi alle ipotesi dei periti della difesa.
Questo, ovviamente, anche dopo gli interrogatori dei sospettati che hanno respinto ogni accusa. Inoltre si chiede la ragione per la quale non ci fosse a bordo anche un altro pilota e se ci sono state delle informazioni corrette e tempestive sul meteo.
Si vuole sapere anche con quale criterio si sia deciso di inviare un elicottero con quel clima ostile, anche se il ferito che si era andato a recuperare in montagna non era in condizioni gravi da giustificare l’urgenza. Insomma, si potrebbero aprire fronti impensati, in vista di un complesso incidente probatorio. L’opposizione, per conto di alcune parti lese, era stata presentata dall’avvocato Gennaro Lettieri del Foro di Teramo.
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