Emergenza carcere Nardella scrive al prefetto
SULMONA. Da un lato il rischio di infiltrazioni mafiose sul territorio e dall’altro il caldo asfissiante nella struttura. È una nuova estate rovente nel supercarcere di Sulmona, dove Mauro Nardella,...
SULMONA. Da un lato il rischio di infiltrazioni mafiose sul territorio e dall’altro il caldo asfissiante nella struttura. È una nuova estate rovente nel supercarcere di Sulmona, dove Mauro Nardella, della Uil-Pa ha scritto al prefetto per la prima questione è al garante dei detenuti per la seconda.
Tra le situazioni maggiormente da tenere sotto controllo e denunciate alla prefettura, per Nardella, «c’è quella delle infiltrazioni mafiose, perché con l’apertura da marzo 2020 del nuovo padiglione, bisognerà verificare – stante il conseguente aumento che ne deriverà di familiari e loro accompagnatori i quali avranno accesso ai colloqui e quindi al comprensorio – se gli organici delle restanti forze armate insistenti nel territorio interessato siano sufficienti a contrastare l’eventuale effetto collaterale determinato dallo status posseduto da queste persone delle quali sarebbe opportuno valutare la possibile digressione criminale».
Il tutto, dunque, resta collegato alla mancanza di organico, con i turni che si sono allungati dalle sei ore canoniche alle 8 diventate ormai standard. «Tale situazione», prosegue Nardella, «è foriera di non positive conseguenze non solo per la guarentigia dei diritti soggettivi dei poliziotti ma anche per il mantenimento della sicurezza».
Alle carenze di organico, in questi giorni di gran caldo si aggiungono i problemi legati alla mancanza di climatizzazione nella struttura. «Più che al “fresco” in un istituto di pena la sensazione che si vive è quella di stare in un vero e proprio altoforno», conclude il sindacalista della Uil. «La direzione ha fatto quello che ha potuto, ma la situazione resta assolutamente invivibile». (f.p.)
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