Emergenza cinghiali, la Regione tira dritto e non cambia la legge
AVEZZANO. Manifestazioni e sit-in di protesta di agricoltori e allevatori abruzzesi davanti all’Emiciclo dell’Aquila non sono bastati a far fare un passo indietro alla Ragione. La modifica alla legge...
AVEZZANO. Manifestazioni e sit-in di protesta di agricoltori e allevatori abruzzesi davanti all’Emiciclo dell’Aquila non sono bastati a far fare un passo indietro alla Ragione. La modifica alla legge 10 del 2004 – riguardante il controllo e la selezione della fauna selvatica – apportata dalla giunta a giugno e duramente contestata dalle associazioni agricole, ha avuto l’ok dal consiglio regionale il 21 luglio L’emendamento presentato dal consigliere Pd, Dino Pepe, con cui si chiedeva il ripristino del testo originario della legge, infatti, è stato respinto. Ha votato contro la maggioranza, a favore il centrosinistra, mentre i 5 Stelle si sono astenuti. Il presidente regionale della Cia, Mauro Di Zio, non ha preso affatto bene la decisione del consiglio regionale, arrivata guarda caso lo stesso giorno in cui gli agricoltori e gli allevatori iscritti alla sua associazione tenevano un sit-in davanti all’Emiciclo. Ricorda la proposta fatta dalla Cia il 29 giugno in sede di conferenza dei capigruppo che avrebbe contribuito a dare il supporto dei cacciatori formati alla polizia provinciale, per svolgere quelle attività di controllo della fauna selvatica e in particolare dei cinghiali che stanno arrecando enormi danni alle aziende agricole e zootecniche. «La conferenza dei capigruppo», dice amareggiato Di Zio, «aveva assunto l’impegno, guardandoci negli occhi, che il problema sarebbe stato risolto e le attività di controllo sarebbero riprese. Siamo stati ingenui. Ci aspettiamo ora che il presidente della terza commissione faccia un sereno esame di coscienza rispetto agli impegni assunti, valutando anche l’estremo gesto di responsabilità politica: dimettersi». Al vice presidente Imprudente, Di Zio chiede «di battere un colpo» e di «riprendere subito l’attività di coordinamento – Parchi compresi – e di raccordo tra tutti i soggetti deputati a svolgere funzioni di controllo e prevenzione come annunciato ad inizio mandato». Sul controllo e l’abbattimento degli animali selvatici, in primis dei cinghiali, interviene anche Donato Di Marco, direttore Cia delle province L’Aquila-Teramo. «Il problema dei cinghiali», sottolinea il sindacalista, «non è soltanto economico, in quanto con i loro danni rischiano di mettere in ginocchio l’agricoltura, ma anche sanitario. C’è infatti il pericolo che diventino un veicolo di infezione». (n.m.)
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