Emergenza frana, residenti terrorizzati

23 Agosto 2018

I detriti raggiungono i due metri d’altezza. I proprietari delle ville: «Temiamo problemi con l’inverno». Domani un vertice

SULMONA. La frana è arrivata all’altezza delle tegole dei muretti di cinta di due villette. E fa un certo effetto camminare a quasi due metri dal normale livello del terreno, calpestando pietre, rami e detriti e guardando dall’alto i giardini dei residenti, transennati dal nastro bianco e rosso. Resta in emergenza l’area di Casino Pantano, dove la notte fra il 15 e il 16 agosto una frana si è staccata fermandosi sul muretto di due villette. Ieri mattina, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Nicola Angelucci, ha organizzato un sopralluogo. La frana è una conseguenza degli incendi di un anno fa. Roghi che hanno devastato la vegetazione rendendo fragili i terreni. «Sono 38 anni che viviamo qui», raccontano dal giardino transennato Giulio Trafficante e Nadia De Michele, con la loro figlia Dunia e il nipotino, «non abbiamo mai avuto paura, ma dopo l’incendio tutto è cambiato. Temiamo problemi con l’arrivo dell’inverno».
Preoccupato anche il loro vicino, Filippo Spinosa.
«Il movimento franoso è stato generato dalle copiose piogge di questo periodo», spiega la geologa Katia Di Nisio, «bisognerà indagare meglio».
A sostenere la tesi dovranno arrivare le rilevazioni laser e le mappe dell’equipe del professor Nicola Sciarra dell’Università di Chieti Pescara, a cui la Regione ha affidato lo studio della zona pedemontana del Morrone andata in fumo con gli incendi dell’estate scorsa. Nell’attesa, si dovrà valutare se realizzare opere di messa in sicurezza nell’immediato, come scavi alternativi lontani dalle case dove indirizzare un eventuale altro cedimento, o altri lavori di pronto intervento, come richiesto dall’assessore alla Protezione civile, Antonio Angelone. Il problema frana, visibile a valle, si è generato a monte, sul cosiddetto canalone, dove nell’Ottocento diede vita alla nota “ravara”, che si portò a valle metà della storica proprietà della famiglia Pantano, dimora di Ovidio secondo le ricostruzioni storiche. «La frana ha toccato i due metri di altezza», evidenzia Angelucci, «ho convocato per venerdì (domani per chi legge, ndc) un summit con forze dell’ordine, vigili del fuoco, Protezione civile, prefettura, funzionari e dirigenti comunali, geologi, esperti del settore, per aggredire il problema il più rapidamente possibile, per reperire i fondi necessari e intervenire subito per la salvaguardia dell’incolumità pubblica». Intanto, il Parco della Majella avvierà il recupero di otto aree sul Morrone, con la tecnica del trattenimento del suolo attraverso i tronchi bruciati, come suggerito dai comandanti dei carabinieri forestali, Sandro Moroni, Roberto Tirino, Maurizio De Santis e Vincenzo Calabria.
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