Entro venerdì andrà al Riesame l’istanza per scarcerare Paolucci

9 Febbraio 2021

L’AQUILA. Tempi stretti per l’istanza di scarcerazione di Gianmarco Paolucci. La difesa del macellaio 25enne, arrestato con l’accusa di aver ucciso Paolo D’Amico, 55 anni, operaio dell’Asm, trovato...

L’AQUILA. Tempi stretti per l’istanza di scarcerazione di Gianmarco Paolucci. La difesa del macellaio 25enne, arrestato con l’accusa di aver ucciso Paolo D’Amico, 55 anni, operaio dell’Asm, trovato morto a novembre del 2019 nel suo casolare di Barisciano, ha tempo fino a venerdì per presentare la richiesta al tribunale del riesame. Nel giro di due o tre giorni dunque l’avvocato Mauro Ceci, che assiste il giovane tutt’ora rinchiuso nel carcere di Frosinone, dovrebbe fare l’ulteriore mossa per consentire a Paolucci di fare ritorno a casa. Il legale, subito dopo l’interrogatorio di garanzia del macellaio, aveva presentato al gip Guendalina Buccella, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’indagato, una prima richiesta di concessione degli arresti domiciliari.
Il magistrato però l’ha respinta e così Ceci si prepara a rivolgersi al tribunale del riesame per ottenere la cancellazione o l’attenuazione della misura detentiva a carico del 25enne. Per domani è attesa, invece, la nomina da parte della Procura del perito che dovrà esaminare telefoni cellulari e altri supporti informatici sequestrati dai carabinieri all’arrestato. Dall’esame dei dati memorizzati al loro interno dovrebbero emergere indicazioni determinanti per gli sviluppi del procedimento. Tra i vari elementi che compongono la linea di difesa dell’accusato, Ceci è intenzionato a insistere sul fatto che Paolucci sia mancino. Si tratta di un aspetto non secondario considerato che, secondo i riscontri dell’autopsia sul cadavere di D’Amico, i colpi mortali sono stati inferti con la mano destra. Secondo l’avvocato, il macellaio inizialmente è stato considerato destrimane e dunque sospettabile come autore dell’omicidio in base al ricordo di un investigatore che lo avrebbe visto firmare uno dei verbali, ma in realtà non sarebbe così.
Paolucci, a detta del legale, è mancino e con la sinistra avrebbe «firmato naturalmente», come evidenziato anche nell’ultima ordinanza, gli atti successivi all’interrogatorio. La Procura, dunque, avrebbe corretto il tiro, sostenendo che il macellaio è ambidestro, ma per Ceci sono necessari ulteriori accertamenti. (g.d.m.)
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