Epatite C, il super farmaco fa guarire 57 pazienti su 58

18 Novembre 2015

Buona sanità, i risultati ottenuti con le nuove terapie sperimentate in ospedale Il primario Paoloni (Malattie infettive): «La cura va calibrata caso per caso»

AVEZZANO. Grazie a nuovi super farmaci e a innovativi strumenti diagnostici del reparto di malattie infettive 57 pazienti, su 58 trattati nel complesso, sono guariti dall’epatite C in fase avanzata. Le nuove terapie, avviate nel febbraio scorso, stanno dando risultati eccezionali: solo un paziente, tra quelli trattati, ha avuto una ricaduta. Gli altri 57 malati, seguiti da Malattie infettive dell’ospedale di Avezzano, nell’arco degli ultimi 11 mesi, hanno potuto “salvare” il proprio fegato ed evitare conseguenze drammatiche per la salute.

Un notevole obiettivo centrato dal reparto che ha gestito al meglio i nuovi farmaci salva-vita attraverso un lavoro di minuziosa analisi, di esami continui nonché controlli con tecniche non invasive. L’utilizzo dei farmaci salvavita è stato possibile grazie alla direzione Asl, guidata dal manager Giancarlo Silveri che, con grande sensibilità, si è adoperato per mettere a disposizione questi prodotti, assai costosi ma di eccezionale efficacia.

Una decisione che ha consentito così di ampliare le frontiere della terapia che, fino a poco tempo fa, non sembravano dare molte speranze ai malati gravi di epatite C. Fino all’aprile scorso i casi trattati erano 25 mentre ad oggi il numero è salito a 58.

«Le terapie», dichiara Maurizio Paoloni, direttore di Malattie infettive, «vengono effettuate in ambulatorio e gli effetti delle cure vengono monitorati a distanza di 3 e 6 mesi. Tuttavia, se la risposta del paziente è positiva già dopo tre mesi, egli si può considerare sulla buona strada. La somministrazione del farmaco, invece, varia dalle 12 alle 24 settimane. L’assunzione del prodotto va fatta dopo accurate indagini e va calibrata caso per caso, in relazione alla gravità della patologie e al tipo di paziente. Purtroppo l’epatite C non dà sintomi, quindi l’unico strumento efficace è la prevenzione».

L’invito è quindi quello di fare in reparto l’esame per favorire la diagnosi precoce. Tra l’altro, da due anni il portale regionale www.failtestanchetu.it consente di fare in ospedale uno screening completo (con tutela della privacy e prenotazione on line) comprendente 4 test: oltre all’epatite C, Aids, epatite B e sifilide. I trattamenti con i nuovi farmaci vengono garantiti da tutta l’équipe del reparto composta, oltre che da Paoloni, da Armando Ranelli, Rinalda Mariani, Margherita D’Alessandro e Carlo Sanrocco.

Per l’epatite C attualmente ogni anno sono oltre 1.000 le persone che si rivolgono agli ambulatori di malattie infettive dell’ospedale di Avezzano, tra i quali vi sono anche giovani attorno ai 30 anni.

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