Episodio di razzismo su italo-venezuelana

La donna, incinta, insultata da un utente mentre prenotava le analisi. È rifugiata al Progetto Case
L’AQUILA. Un episodio di razzismo è stato denunciato da una donna italo-venezuelana, che è stata insultata, secondo il racconto che ha fatto a Streaming World Tv di Gianfranco Di Giacomantonio, e alla questura, dove ha presentato una denuncia. La donna, G.C., 33 anni, al terzo mese di gravidanza, è fuggita dal Venezuela per la situazione di pericolo nel Paese sudamericano e ha avuto una casa nel Progetto Case. Il papà è aquilano e lei ha il passaporto italiano. «Sono stata alla prenotazione del ticket e mentre ero seduta ad aspettare il mio turno, si è messo accanto a me un signore che prima ha cominciato a parlare male degli stranieri e poi si è rivolto direttamente a me, dicendo “perché sei qua? Perché non vai al tuo Paese? Gli italiani pagano anche per voi, che non fate nulla”. E insisteva: “perché devo pagare per te, perché tutti gli italiani devono pagare per te?”. C’era una signora che mi guardava e non diceva nulla», prosegue nel suo racconto la 33enne, «e un ragazzo che ha cominciato a dare ragione a chi mi stava aggredendo. Poi è arrivato un poliziotto (ma G.C. non ha saputo distinguere bene la divisa, ndr) e ha preso la mia denuncia su un foglio. Gli ho chiesto una copia, ma ha voluto il mio numero di telefono dicendo che nel pomeriggio mi avrebbe contattata. Non lo ha fatto. Nel frattempo ha detto a quel signore che mi aveva aggredito verbalmente di chiedermi scusa, ma lui gli ha risposto “perché devo chiedere scusa, se sto dicendo la verità?”. E dopo, sempre il mio aggressore, mi ha inseguita mentre mi stavo allontanando, continuando a gridarmi dietro che devo tornare al mio Paese. Ma ho detto che non posso tornare nel mio Paese, tutti conoscono la situazione che c’è nel Venezuela. Io non sono qui a rubare i soldi a nessuno, pago il ticket per le analisi che devo fare – sono al terzo mese di gravidanza, ma non le ho potuto più prenotate le analisi perché quel signore mi ha fatto scappare –, pago regolarmente l’affitto (300 euro, ndr) al Progetto Case, oltre al condominio e al resto. Ora ho paura di girare in città e di parlare, perché se parlo si accorgono che sono straniera». La questura sta vagliando le immagini delle telecamere di sicurezza, per individuare l’autore dell’aggressione e la persona in divisa che ha raccolto la denuncia, che poi però non ha presentato da nessuna parte. La Asl, naturalmente, in questa vicenda non c’entra nulla.(v.p.)
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