«Era esperto e prudente, siamo sconvolti»

30 Marzo 2015

Il ricordo commosso di chi lo conosceva bene: «Una persona speciale, addio caro amico»

SULMONA. La notizia della morte di Flavio Molinaro è rimbalzata subito a Sulmona e nella Valle Peligna, rattristando parenti e amici, che l’escursionista incontrava quando, di tanto in tanto, tornava in Abruzzo. «Era un grande», «Una persona speciale», «Caro, caro amico», così alcuni dei suoi amici peligni lo ricordano con molto affetto e la tristezza nel cuore, affidando a facebook, messaggi e dediche, ricordandolo quando abitava in via Filippo Freda. Web e social network, che l’alpinista stesso era abituato a utilizzare, dato che curava un blog personale. L’ha chiamato “Via Normale”, proprio a indicare il suo modo di concepire la passione per la montagna. Tanto che in apertura di pagina ha postato questa frase di B. Detassis : “«L’alpinismo è la via più facile per salire alla vetta, tutto il resto è acrobazia”. «Era una persona prudente e allo stesso tempo molto esperta», racconta il suo amico d’infanzia Arpino Gerosolimo, medico radiologo all’ospedale di Sulmona, anche lui appassionato di montagna, «una tragedia che è ancora più assurda proprio per questo motivo». Sconvolto anche l’altro amico d’infanzia Paolo Di Fonzo, proprietario di un distributore nei pressi della chiesa di San Francesco di Paola, come Michele D’Avolio, leader e fondatore del gruppo dei Discanto, il quale ha postato sulla sua pagina facebook una frase di Flavio che forse, paradossalmente, racchiude i motivi e le cause della tragedia: «Ci sono stati vari tempi del mio andare in montagna. Il tempo della velocità e quello del passaggio chiave, il tempo dei rifugi e quello delle vette, il tempo delle vie attrezzate e delle ferrate.... Oggi, eccomi qua alle prese con il tempo della consapevolezza, della montagna lenta e delle vie normali. Talvolta però i “vecchi tempi”, mentre passo dopo passo percorro il sentiero, si ripresentano, ed io non oppongo resistenza». (c.l.)

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