Eremo, chalet ancora chiuso in balìa di vandali e incivili

10 Giugno 2018

Otto anni fa lo stop all’attività dell’unico punto ristoro presente in quell’area  La giunta vuole darlo in gestione, intanto verrà potenziata la videosorveglianza

SULMONA. I resti di un picnic, con tanto di panini morsicati, pacchi di tovaglioli e bicchieri di plastica, sono stati lasciati sui tavoli in legno dell’area ai piedi dell’eremo di Celestino V. L’ultimo passaggio dei “barbari” in uno dei luoghi simbolo del territorio, che continua ad attrarre turisti nonostante la chiusura da otto anni dell’unico punto ristoro, rimette al centro dell’agenda politica la gestione della struttura.
«Stiamo approntando la delibera per il cambio di destinazione d’uso visto che sull’area grava il problema dell’uso civico», afferma la consigliera comunale di maggioranza Roberta Salvati, «in attesa delle procedure in corso, che dovranno essere completate dalla Regione, esiste una clausola per affidare il bene».
Si lavora quindi anche in questa direzione per riaprire lo chalet, tenendo conto del lavoro svolto dall’Associazione Celestiniana, che lo ha gestito per anni. «Sono convinta che quell’area assieme all’abbazia possa essere sfruttata come una meta del turismo religioso e valorizzata in tal senso». Nello chalet sarà potenziato anche il sistema di videosorveglianza grazie ai fondi posti nel bilancio di previsione 2018, chiesti e ottenuti proprio dalla Salvati. L’amministrazione guidata dal sindaco Peppino Ranalli nel 2015 aveva già deciso di affidare in maniera più stabile l’area all’Associazione Celestiniana. In quell’occasione, i dirigenti comunali si accorsero che quell’area non poteva essere gestita perché su di essa insistono i vincoli legati agli usi civici. A scoprire tutto fu l’opposizione consiliare con l’ex consigliere Luigi La Civita. La diatriba si risolse infatti con una pronuncia del Dipartimento dello sviluppo economico e delle politiche agricole della Regione. Anche sindaco e maggioranza, a quel punto, furono costretti a congelare la delibera di affidamento della gestione dell’area. E da allora lo chalet è chiuso e rischia di restare così per l’ottavo anno consecutivo. In realtà, la struttura è chiusa dal 21 maggio del 2010, perché il 5 febbraio dello stesso anno l’allora sindaco Fabio Federico firmò l’ordinanza con cui venne disposta l’impraticabilità del sentiero in seguito alla caduta di alcuni massi.
Appena tre mesi dopo, il 21 maggio, venne disposta anche l’interdizione dell’intera zona, chalet di Sant’Onofrio e tempio di Ercole Curino compresi. Dopo aver più volte sollecitato una decisione, l’Associazione Celestiniana aveva presentato a gennaio del 2011 una diffida al Comune e la giunta, nei mesi successivi, aveva disposto la conferma dell’affidamento, poi bloccata a maggio dal consiglio comunale a causa dell’eccezione sugli usi civici, poi riconfermata nel 2015.
Intanto, resta chiuso l’unico punto ristoro di una delle zone più suggestive e note del centro Abruzzo. Una struttura della quale anche quest’estate rischiano di non poter usufruire i tanti turisti che decidono di visitare il Morrone, alla scoperta di quei luoghi suggestivi e spirituali. Del resto anche Papa Ratzinger, in visita a Sulmona il 4 luglio del 2010, dovette accontentarsi di sorvolare l’area a bordo di un elicottero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA