Ergastolano tenta di dare fuoco alla cella
Il detenuto salvato da un agente. Un altro recluso devasta l’ufficio di una funzionaria finita in ospedale
SULMONA. È ancora alta tensione nel supercarcere di Sulmona. Nella serata di giovedì, un detenuto che sta scontando l’ergastolo, ha tentato di incendiare la sua cella dando fuoco al materasso del suo letto. Ad evitare il peggio è stato un agente che, con grande coraggio e tempestività, è riuscito ad evitare il peggio, spegnendo l’incendio sul nascere e soprattutto evitando che il detenuto restasse intossicato dal fumo sprigionato dal materasso. Tutto è partito dalla mancata disponibilità del medico del carcere impegnato a visitare un altro detenuto. Il detenuto aveva chiesto di essere visitato perché aveva dei forti giramenti di testa e degli improvvisi mancamenti. Quando l’agente in servizio gli ha detto che in quel momento il medico non era disponibile, il detenuto ha aspettato che il poliziotto si allontanasse per poi dar fuoco al suo letto. Le fiamme hanno attaccato il materasso che è composto da materiale ignifugo. Il fumo tossico che si è sprigionato in pochi secondi ha invaso la cella. Ad evitare una probabile intossicazione all’ergastolano è stato proprio l’agente di custodia che dopo averlo fatto uscire dalla cella lo ha accompagnato nell’infermeria del carcere dove è stato sottoposto alle cure del caso.
Nella stessa mattinata un altro detenuto aveva dato in escandescenza nell’area sanitaria, mettendo a soqquadro lo studio di una funzionaria amministrativa la quale è stata costretta a ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona dove è arrivata in stato di choc. Due gravissimi episodi che si aggiungono ai tanti altri registrati negli ultimi mesi nel carcere sulmonese all’interno del quale il clima sta diventando sempre più incandescente. Tanti sono i problemi da tempo denunciati dalle organizzazioni sindacali: dalla conclamata carenza di organico al mancato trasferimento dei 170 reclusi con problemi di natura psichica più o meno gravi, chiesto da tempo dagli stessi sindacati che ora stanno facendo fronte comune per arginare una situazione che sta mettendo a dura tutti coloro che lavorano all’interno del carcere. Da tempo è stato chiesto il trasferimento dei collaboratori di giustizia la cui presenza mal si concilia con detenuti che stanno scontando l’ergastolo, quasi tutti appartenenti ad associazioni criminali di stampo mafioso.
«Siamo arrivati ormai al limite della sopportazione», fanno sapere i sindacati in maniera unitaria. «Dopo aver atteso invano che le nostre proposte venissero accolte dall’amministrazione carceraria, siamo pronti ad avviare forti azioni di protesta». (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

