Esercito, il generale De Vito va in pensione

14 Settembre 2017

Al suo posto Di Giovanni, oggi la cerimonia: «Lascio dopo 5 anni intensi tra terremoti e incendi» 

L’AQUILA. Passaggio di consegne oggi al vertice dell’Esercito per l’Abruzzo. Il generale di brigata, Rino De Vito va in pensione e al suo posto arriva il generale di brigata Giuseppe Di Giovanni.
Generale De Vito, cinque anni all’Aquila. Che bilancio viene fuori?
«Al di là dei rapporti di cameratismo nelle unità militari si è creata una rete di relazioni umane con tante altre persone».
Quali le attività più significative cui ha partecipato?
«La lista è lunga, ma vorrei ricordare il contributo fornito all’inizio di quest’anno, in occasione della eccezionale nevicata che ha investito anche l’Abruzzo in concomitanza con la forte ripresa dello sciame sismico e altri tragici eventi del periodo quali la nota tragedia dell’hotel di Rigopiano e quella dello schianto dell’elicottero del soccorso del 118 in località Campo Felice alla periferia dell’Aquila; più recentemente,le iniziative in occasione dei vari incendi boschivi che hanno flagellato la Regione».
Qual è stato il periodo più difficile?
«Senza dubbio il periodo iniziale dell’anno quando vi era stata anche la previsione della Commissioni Grandi Rischi circa una possibile ulteriore forte scossa di magnitudo 7.0 (della scala Richter) ed era anche stato paventato un possibile nuovo effetto Vajont per l’invaso della diga di Campotosto. Tutto ciò aveva ingenerato un particolare stato di tensione e di apprensione nei nostri familiari e nella popolazione in genere, che aveva fortemente minato la serenità. Molti miei collaboratori che risiedono all’Aquila, per effetto di tali previsioni, si erano spinti a trovare ospitalità, per trascorrere la notte, presso amici e colleghi residenti a Chieti, Pescara cambiando radicalmente le normali abitudini di vita».
È cambiato qualcosa per quanto concerne la presenza dell’Esercito in Abruzzo?
«Sì, a fine giugno è stato avviato il potenziamento del 9° reggimento alpini dell’Aquila con un'altra unità multifunzione. Si tratta del battaglione alpini “Vicenza” che, una volta che sarà completato con mezzi e personale, avrà competenza a intervenire anche per esigenze di pubbliche calamità. Pertanto è iniziato, e proseguirà in futuro, un ulteriore afflusso all’Aquila di militari e relative famiglie per le quali si rende necessario, nell’immediato, pensare anche a una idonea sistemazione alloggiativa».
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