Esercito, il passaggio di consegne

15 Settembre 2017

Il generale Di Giovanni si presenta: «Punteremo sulla nostra eccellenza»

L’AQUILA. «Sono arrivato in Abruzzo per una laurea triennale, e invece mi sono trattenuto per quella vera, quella di cinque anni». Il generale di brigata Rino De Vito nel suo ultimo discorso al vertice del Comando Militare Esercito “Abruzzo” usa la metafora dello studente universitario. La cerimonia di passaggio di consegne con il generale di brigata Giuseppe Di Giovanni, precedentemente impiegato nella rappresentanza militare italiana di Stoccolma in Svezia, è appena iniziata. «Sono arrivato qui nel 2012, dopo il terremoto dell'Aquila», ricorda De Vito, «e siamo passati attraverso la ristrutturazione delle forze armate nel territorio, fino ad arrivare all'ultimo anno, con la grande nevicata, il terremoto di Campotosto, la tragedia di Rigopiano, il disastro dell'elicottero del 118 e poi gli incendi di questa estate». Un lungo elenco di eventi avversi che hanno visto i militari dei reparti abruzzesi schierati sempre in prima fila e, ricorda De Vito: «Se siamo riusciti a intervenire e superare quelle enormi difficoltà il merito va tutto a loro, ai miei uomini». Nella sala applausi ed emozione palpabile. Insieme al vicecomandante per il Territorio del Comando Forze Operative Nord, generale di divisione Carmelo De Cicco, è schierata buona parte dei militari della caserma Pasquali, insieme alle autorità civili e militari. In prima fila, il presidente della giunta regionale, Luciano D'Alfonso, il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, i prefetti delle provincia abruzzesi e l'arcivescovo metropolita Giuseppe Petrocchi. «In cinque anni il generale De Vito ha dato tantissimo a questa istituzione», ha detto nel suo discorso il generale De Cicco, «in una regione che nel recente passato ha subìto grandi calamità naturali». Il nuovo comandante Giuseppe Di Giovanni ha promesso che «insieme sapremo non soltanto mantenere inalterati questi standard, ma riusciremo a mettere questa eccellenza a disposizione della comunità e del nostro esercito. So bene che dietro ogni uomo e ogni donna di questo comando c'è una famiglia, ognuna con una sua storia, e so anche che dietro il raggiungimento di ogni obiettivo c'è il sostegno dei nostri cari, con la gioia e le preoccupazione che la nostra professione porta con sè. Per questo posso prendere l'impegno di portare il Comando Esercito Abruzzo verso traguardi sempre più alti».
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