Esilio finito per l’orso Juan Carrito: sarà liberato nel Parco della Maiella

Domani l’atteso ritorno in natura dopo un periodo di rieducazione. Ma sarà monitorato dagli esperti Il 6 marzo era stato portato nell’area faunistica dopo le incursioni a Roccaraso. L’ultima alla stazione
ROCCARASO. Juan Carrito si prepara a tornare in libertà tra le montagne del Parco nazionale della Maiella. Il percorso di rieducazione del plantigrado, che durerà in totale 20 giorni, è ormai agli sgoccioli e gli addetti ai lavori sono pronti a riaccompagnarlo tra la natura abruzzese, nella speranza che non scenda di nuovo a valle. Il figlio dell’orsa Amarena era stato catturato il 6 marzo scorso a Roccaraso. Secondo il piano programmato dall’Ispra, approvato dal ministero della Transizione ecologica e coordinato dal Parco nazionale della Maiella che, dal dicembre scorso ha la competenza in merito, l’orsetto di due anni non poteva più restare libero a Roccaraso e nelle zone limitrofe. Dalla scorsa estate, infatti, Juan Carrito ne ha combinate di tutti i colori e ogni giorno veniva immortalato e talvolta inseguito nonostante i divieti imposti prima dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e poi dal Parco nazionale della Maiella e dal Comune di Roccaraso, mentre si aggirava per le strade del paese, ma anche sulle piste da sci dell’Aremogna e addirittura nella stazione ferroviaria. Una volta aveva fatto irruzione in un pasticceria per mangiare i biscotti e spesso rovistava tra la spazzatura. La situazione era diventata ingestibile tanto che gli esperti del Parco della Maiella, in collaborazione con i carabinieri forestali, una domenica pomeriggio sono arrivati a Roccaraso e tramite il tube trap, una gabbia per il trasporto speciale degli animali selvatici, hanno attirato l’orso con un’esca e poi lo hanno chiuso in gabbia, sedato con l’intervento di un veterinario e infine trasferito nell’area faunistica di Palena. Nel Chietino Juan Carrito, dal 6 marzo in poi, è stato abituato a vivere come un orso, tra la natura dell’area protetta, i suoi simili, le bacche e nessuna presenza dell’uomo fatta eccezione per il personale deputato ai controlli. La scelta di trasferire il plantigrado a Palena non è andata giù agli ambientalisti e a oltre duemila persone che in pochi giorni ne hanno chiesto la liberazione. Il Parco, però, aveva fatto già sapere che il soggiorno dell’orso nell’area faunistica sarebbe durato solo qualche settimana. Nei giorni scorsi è stato deciso che a partire da domani potrà tornare il libertà. Sarà comunque monitorato tramite il radiocollare per 24 ore al giorno. Il trasferimento in natura avverrà domani e l’orso sarà portato direttamente in elicottero in alta montagna, sempre nell’area del Parco nazionale della Maiella dove si dovrà riabituare a vivere.
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