Esplode il Pd, partono le epurazioni

12 Luglio 2017

Il primo nella lista è Tedeschi, dirigente del partito: «Sta con De Angelis». Lui rilancia: «Sì, ho gioito per la sua vittoria»

AVEZZANO. Ha la “patente” del Pd, ma il partito si prepara a farlo scendere. Una punizione perché alle ultime elezioni amministrative di Avezzano è stato più volte accostato al sindaco di centrodestra Gabriele De Angelis. Tanto che la notte della vittoria e nei giorni successivi è stato immortalato al fianco dell’imprenditore vincitore del ballottaggio.
Una “macchia” quella che il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, ex presidente del Consorzio acquedottistico marsicano, si porta appresso. Lui che del Pd è dirigente provinciale e regionale. Il suo partito ha inviato una segnalazione alla Commissione di garanzia regionale e provinciale.
Col caso-Tedeschi, per qualcuno, sono cominciate le epurazioni, rese dei conti determinate dalla sconfitta dem ad Avezzano. La lista, nonostante il successo al primo turno in termini di voti, non è riuscita a portare alla riconferma del sindaco uscente Gianni Di Pangrazio.
Tedeschi non l’ha presa bene. «Ho ricevuto la lettera per conoscenza, ma al momento non sono stati adottati provvedimenti nei miei confronti», sottolinea, «si contesta il fatto che il sindaco uscente Di Pangrazio, nel corso dei vari comizi, ha più volte fatto riferimento alla mia persona, al sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, all’onorevole Filippo Piccone. La nostra colpa era quella, stando ai comizi, di avere sostenuto Gabriele De Angelis. Per quanto mi riguarda, poi, si contesta anche il fatto che la sera della vittoria mi trovavo nella sede elettorale di De Angelis. Mi preme evidenziare che da un punto di vista politico non ho sostenuto alcun candidato, visto che non voto nemmeno ad Avezzano, ma dal punto di vista personale ho gioito per l’elezione di De Angelis».
Poi l’affondo nei confronti del Pd e dei dirigenti provinciali. «Altre persone rappresentanti del Pd o vicine al Pd hanno apertamente sostenuto De Angelis. E lo sanno tutti», continua Tedeschi, «ma se è vero che siamo un partito democratico non possono essere contestate le ragioni altrui. I risultati elettorali ad Avezzano e all’Aquila dovrebbero far riflettere il vertice del Pd. La verità è che c’è stata una frantumazione e si è perso ovunque. Qualcuno dovrebbe domandarsi il perché di queste sconfitte. A livello nazionale, il premier Matteo Renzi si è dimesso subito, a livello provinciale ciò non accade. Che cos’altro deve succedere per far dimettere il segretario provinciale? È ancora il Pd o è il partito di Mario Mazzetti? In attesa di conoscere il mio destino, mi auguro che si apra un confronto per un grande rinnovamento».
Dal canto suo, il segretario provinciale Mazzetti, raggiunto telefonicamente dal Centro, ha preferito glissare sull’argomento Tedeschi. «Non sono temi che trattiamo a mezzo stampa», ha commentato il segretario.
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