Esposta al Munda l’opera del Maestro di Campo di Giove

4 Giugno 2023

Fu rubata nel 1902 e le scene tagliate e vendute in tavolette Un caso avvolto dal mistero, Scotland Yard bloccò un’asta

L’AQUILA. Una partita a scacchi sul mosaico del tempo: dopo 121 anni la Custodia della statua di Sant’Eustachio, opera del Maestro di Campo di Giove, trafugata dall'omonima chiesa del paese, è stata ricostituita al Museo nazionale d'Abruzzo in una mostra esclusiva dal titolo “II Maestro di Campo di Giove”. Il furto, avvenuto il 6 ottobre 1902, aveva privato l’arte abruzzese di un tassello importante per la ricostruzione della pittura del XIV secolo oltre che del ciclo narrativo più grande dedicato alla figura del santo. L’opera fu tagliata nelle scene che la componevano, immesse singolarmente come “tavolette” sul mercato dell’antiquariato. Da lì è partita la corsa per ricostruire il capolavoro.
OLTRE UN SECOLO
I dipinti rimasero in Italia almeno fino al 1925 nella zona di Firenze prima di essere venduti a collezionisti privati o a musei a livello internazionale, prevalentemente in Francia e negli Stati Uniti. Nel 1947 Federico Zeri ne aveva individuata una che entrò far parte delle collezioni del Museo nazionale d'Abruzzo nel 1954.
SCOTLAND YARD
Nel dicembre 2008 venne lanciato l’allarme dalla ricercatrice dell'ateneo aquilamo, Cristiana Pasqualetti. Il 18 novembre il Centro segnalò il caso dei dipinti messi all'asta da Christie’s per 150mila sterline (oltre 200mila euro). Si mobilitarono Regione e Provincia, insieme agli imprenditori Alberto Vella, Antonio e Luciano Capaldo, originari di Campo di Giove ma da anni nel Regno Unito per affari, che si rivolsero all’avvocato Richard Ellis. Quest’ultimo contattò Giovanni Pastore, vicecomandante dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. L’allora sindaco di Campo di Giove, Vittorio Di Iorio, scrisse una lettera al ministero. Alla fine intervenne Scotland Yard. La vendita all’asta prevista il 2 dicembre dello stesso anno, fu bloccata. Le tavolette di proprietà di un collezionista privato britannico vennero sequestrate in maniera cautelativa e vennero concessi tre mesi di tempo per risolvere il caso. Ma poi c’è stata una lunga proroga. Esattamente dieci anni dopo, nel 2018, il Grand Rapids Art Museum del Michigan ha restituito all’Italia due tavolette. Lo scorso anno, altre quattro sono state riconosciute come autentiche da funzionari del ministero della Cultura nella casa d'aste Lemperlz di Colonia e sono state acquistate dalla Direzione generale dei musei; dopo una sosta al Consolato a Colonia, sono arrivate prima a Roma e poi al Munda grazie ai carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale. Sedici le tavolette che compongono il capolavoro.
ACCESSIBILITà
L’allestimento al Munda sarà aperto al pubblico sino al 3 settembre. «Una mostra accessibile a tutti, con contenuti che parlano a ogni tipo di pubblico», ha commentato il divulgatore Stefano Ridolfi. Sono stati realizzati una ricostruzione virtuale della custodia, un video animato per raccontare ai bambini la storia di Eustachio, rappresentato nella statua esposta all'interno dei locali del Munda. Predisposti un’app per indagare scientificamente le opere attraverso le indagini multispettrali oltre a tre pannelli tattili per non vedenti il cui modello digitale, grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle arti dell'Aquila, è stata realizzato da Simone Rasetti con la supervisione della direttrice Maria D’Alesio. Per facilitare la visita e l’accesso ai contenuti sono stati, inoltre, allestiti pannelli didattici e didascalie in italiano e inglese, disponibili sul web anche in formato audio, accedendo tramite il Qr Code. Ad accompagnare la mostra, il Museo nazionale d'Abruzzo pubblica “Il Maestro di Campo di Giove. Ricomporre un capolavoro”, il primo volume della collana “Note dal Munda” che raccoglie gli studi e le ricerche condotte sulle opere esposte, oltre ai due saggi delle curatrici Federica Zalabra e Cristiana Pasqualetti.
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