Esposto contro un gazebo in centro

Dopo i fatti di Santa Maria Paganica i residenti chiedono il rispetto delle regole
L’AQUILA. Non solo risse e movida molesta nel cuore della città. All’esasperazione dei residenti durante le intemperanze delle serate estive si aggiunge ora anche un esposto dell’associazione “Cittadini per il centro storico”, che pone dubbi sulla regolarità di un gazebo, per attività commerciale, installato da qualche mese a piazza Santa Maria Paganica, teatro dei recenti fatti di cronaca che hanno portato all’arresto di due persone. La presidente dell’associazione Claudia Aloisio ha scritto all’Ispettorato Urbanistico, all’ufficio Cosap e al Suap del Comune e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti. Nell’esposto si fa riferimento alla struttura, che «sarebbe abusiva, poiché l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico concessa riguarderebbe una superficie di gran lunga inferiore e non contemplerebbe la realizzazione di veri e propri manufatti dotati di copertura, come avvenuto». Si chiede quindi all’Ispettorato Urbanistico di «verificare la conformità alla disciplina edilizia del manufatto e, in caso negativo, di adottare le conseguenti misure sanzionatorie». All’ufficio Cosap viene chiesto di «verificare se la superficie occupata sia superiore a quella autorizzata e, in caso positivo, di applicare le previste sanzioni ripristinatorie e pecuniarie». L’associazione si rivolge anche al Suap del Comune, sollecitando di verificare se la ditta «stia svolgendo attività di somministrazione di cibi e bevande in spazi non autorizzati e, in caso positivo, di applicare nei suoi confronti le sanzioni previste dalla normativa regionale, anche sotto il profilo della chiusura dell’esercizio». Infine, i residenti chiedono alla Procura della Repubblica di procedere nei confronti dell’abuso edilizio, «ove ne ricorrano i presupposti», e alla Procura della Corte dei Conti di verificare «se sussistono profili di responsabilità contabile dei funzionari degli uffici comunali sotto il profilo della mancata riscossione del Cosap e della mancata applicazione delle sanzioni connesse all’abusiva occupazione di suolo pubblico e all’esercizio abusivo delle attività di somministrazione di cibi e bevande».

