Espropri post-sisma, maxi indennizzo

I giudici valutano in mezzo milione i soldi per l’acquisizione di aree per il Piano Case di Paganica e i Musp a Coppito
L’AQUILA. La Corte d’Appello ha al vaglio un buon numero di controversie relative alle stime degli indennizzi dovuti ai proprietari dei fondi penalizzati da espropriazioni in seguito al sisma.
Uno dei casi di maggior interesse è quello riguardante la stima di un terreno situato per la realizzazione del Progetto Case nella frazione di Paganica.
I titolari dell’area, infatti, avevano fatto opposizione verso le valutazioni fatte dal Comune. In questi casi a dirimere le controverse è la Corte d’Appello che, nel caso specifico, con sentenza, ha stabilito che il Comune che il dovuto per l’indennizzo ammonta a circa 350mila euro. Cui vanno aggiunti anche degli interessi per cui la somma lievita a circa 370mila euro. Va anche detto che questi soldi, come da accordi pregressi, sono a carico del ministero dell’Economia, anche se la controversia è stata avviata contro il Comune dell’Aquila
Stesso genere di controversia riguarda l’opposizione a indennità di esproprio dei terreni situati nella zona di via Ficara che sono stati utilizzati per la realizzazione di Moduli a uso scolastico provvisori. I giudici di appello hanno determinato, in questo caso, l’indennità di espropriazione per il sito in 42mila euro, cui vanno aggiunti 18mila per interessi. I soldi sono stati poi corrisposti dal ministero agli interessati.
Le controversie di questa natura sono tante, e sovente poggiano, per l’appunto, sulla valutazione dei terreni. Alcuni dei proprietari delle terre espropriate hanno sostenuto che si trattava di aree non edificabili e, quindi, di valore relativo, ma che sono diventate aree sulle quali si è poi costruito per cui l’accrescimento del valore sarebbe indiscutibile. Va anche detto, però, che ci sono anche diverse sentenze che ritengono buone le valutazioni fatte dalle istituzioni e non ci sono altre somme da aggiungere.
La storia delle espropriazioni è lunga. Nell’estate del 2009, per costruire le nuove opere provvisorie, vennero espropriati centinaia di migliaia di metri quadrati di terreno. Una decisione alla quale non ci si poteva opporre sia per la situazione tragica che il terremoto aveva provocato sia perché la Protezione civile possedeva, all’epoca dei fatti, poteri assoluti.
Nel 2010, infine, per pagare i terreni ai legittimi proprietari, fu creata con un’ordinanza la Struttura espropri visto che i Comuni, con i loro uffici, non sarebbero stati in grado di eseguire gli accertamenti.
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