«Essere nell’Unesco apre al mondo»

29 Agosto 2021

Sinibaldi: «Il riconoscimento porta visibilità, importanza e favorisce il dialogo»

L’AQUILA. Il riconoscimento della Perdonanza come parte del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco costituisce un traguardo importante e anche un punto di partenza per intraprendere un percorso su cui spingere l’evento celestiniano. La strategia è indicata da Elena Sinibaldi, focal point nazionale per l’attuazione e implementazione della Convenzione Unesco 2003 (servizio Unesco – Segretariato generale-Mibact), che era presente al corteo statico della Perdonanza. La strategia è quella di «assicurare una migliore visibilità del patrimonio culturale immateriale, far prendere coscienza della sua importanza e favorire il dialogo nel rispetto della diversità culturale». Sinibaldi, coordinatrice del percorso istruttorio per la candidatura a patrimonio Unesco, ha ribadito l’importanza del riconoscimento. Un traguardo che reca con sé l’impegno a «veicolare valori relativi al dialogo internazionale, anche nel riguardo ad altre realtà annoverate all’interno del patrimonio immateriale. La convenzione Unesco del 2003», ha detto ancora, «rientra in un ambito di competenza tecnico-scientifica all’interno della quale si muove il sistema-Paese». Naturalmente, la sfida è quella di «far prevalere, accanto agli eventi laici, quegli elementi che acquistano maggiore considerazione all’interno dell’Unesco. Penso al Forum delle città celestiniane. D’altra parte», conclude, «il nostro Paese è pieno di realtà, tradizioni e iniziative che meritano particolare attenzione e sostegno. Quello che fa la differenza però e la capacità del singolo evento-elemento di veicolare determinati valori, a partire dal dialogo internazionale». (fab.i.)