Ettore Di Cesare: quell’area dimenticata

Il consigliere attacca il Comune: disattesi gli impegni sul progetto di recupero del parco dell’ex psichiatrico
L’AQUILA. «La ricostruzione pubblica è in buona parte ferma al palo: dei molti edifici inagibili per pochissimi sono iniziati i lavori. Ad affermarlo è il consigliere comunale Ettore Di Cesare, (Appello per L’Aquila), che aggiunge: «Decine di fabbricati di proprietà di Stato, Regione, Provincia e Comune, alcuni dei quali con danni lievi (le B) giacciono dopo oltre 5 anni in un colpevole stato di abbandono. Nel frattempo il pubblico paga esosi affitti ai privati per precisa scelta politica. Sulla ricostruzione pubblica stiamo preparando un dossier che speriamo possa contribuire a sbloccare la situazione. È in questo scenario che si iscrive lo scandaloso stato di degrado del parco di Collemaggio. Uno spazio vitale per la città, 27 edifici abbandonati a se stessi, molti con danni lievi, dove l’incuria provoca un deterioramento fatto di rifiuti abbandonati da anni, acqua e muffa dappertutto quando all’orizzonte non si intravede nessuna strategia di recupero. È come se quel pezzo di città, contiguo al centro storico, per la sua posizione defilata fosse stato dimenticato dalle istituzioni. Tutto questo è inaccettabile, è giunta l’ora di dire basta, di pretendere che ci sia un programma di recupero di tutta l’aria che deve rimanere pubblica e destinata a uso sociale, di salute di comunità e culturale. Non è possibile che in una delle aree di maggior pregio, continui l’abbandono che parte da prima del sisma.La Regione – proprietaria dell’area tramite la Asl – e il Comune sono da anni silenti. Il manager Giancarlo Silveri ha denunciato chi quell’area la cura e la difende; il Comune ha disatteso gli impegni di un percorso partecipato per progettare il recupero del parco. Non ci stupisce: progettazione, partecipazione e rispetto degli impegni non rientrano nel vocabolario dell’amministrazione comunale. Per tutto questo saremo presenti all’iniziativa che si terrà domani a Casematte, la sede del comitato 3e32, dove è prevista anche la presenza di assessori regionali e comunali, ovvero di chi ha il potere di assumere delle decisioni. Da quell'incontro non ci accontenteremo di impegni generici: vogliamo, e tutta la popolazione dovrebbe pretendere, un percorso partecipato per il recupero dell’area chiaro, scandito da tappe con le relative tempistiche in modo tale che tutti nel tempo possano verificare il rispetto degli impegni presi».
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