Euroservizi, addetti senza stipendi da 9 mesi

I sindacati accusano la Regione: «Ripetute inadempienze che hanno messo l’azienda in ginocchio»
L’AQUILA. Sono da nove mesi senza stipendio, i 9 dipendenti della Euroservizi spa, società in house della Provincia dell’Aquila, nata nel dicembre del 2006 dall’acquisizione, da parte dell’amministrazione provinciale, delle quote private dell’allora Collabora spa, di cui l’ente deteneva il 51%. Attualmente la società si trova in liquidazione e secondo i sindacati, che annunciano azioni legali, ci sarebbero «ripetute inadempienze» da parte della Regione Abruzzo, che avrebbe dovuto acquisire la società pubblica, ma non lo ha fatto, «attuando anche discriminazioni rispetto a casi analoghi». Cgil, Cisl e Ugl chiedono quindi che «vengano individuate le responsabilità del dissesto societario e di coloro che non si sono occupati delle difficoltà dei 9 dipendenti e delle loro famiglie e che non sono riusciti a far rispettare le indicazioni normative del precedente governo, esponendo gli enti a gravi contenziosi, con oneri a carico della collettività». Le tre organizzazioni sindacali sottolineano che «a tale condizione si è giunti a causa delle ripetute inadempienze della Regione, che con la legge regionale 32 del 2015 ha dapprima recepito pienamente la legge 56 del 2014 (la cosiddetta legge Delrio), che prevedeva il passaggio dalla Provincia alla Regione proprio di quelle funzioni esercitate dalla Euroservizi.Pro.Aq spa, tanto da sottoscrivere un accordo in merito con la Provincia stessa, successivamente pubblicato sul Bura. Ma la Regione ha successivamente disatteso ogni impegno preso e quanto sancito dalla legge, esponendo l’ente stesso a gravi ripercussioni di natura legale – che fin da ora annunciamo – che qualora fossero accertate, vedrebbero ingenti somme a carico della Regione e di chi se n’è reso responsabile. Tale atteggiamento ha fatto sì che la Provincia dell’Aquila abbia posto in liquidazione l’azienda a totale partecipazione pubblica». La Provincia sta cercando di procedere alla rimessa in bonis della società per tentare il salvataggio dei posti di lavoro, e ha richiesto un tavolo istituzionale in Regione. «E’ stato fatto un accesso agli atti in Provincia», aggiungono i sindacati, «per le valutazioni delle precedenti gestioni della Euroservizi, gestita come ente strumentale per acquisti, con la nomina di un direttore (anche se solo con solo una decina di dipendenti), con elevati costi di gestione e di consulenze esterne a carico della società». Infine, Cgil, Cisl e Ugl rimarcano che «la cosa singolare è che la Regione Abruzzo ha avuto un comportamento discriminatorio riguardo alle varie aziende partecipate, non volendo ricercare le necessarie e opportune soluzioni per la società Euroservizi: azioni utili alla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e salariali».
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