Euroservizi, il caso va al Consiglio di Stato

19 Maggio 2023

È scontro tra Provincia e Regione sugli arretrati vantati dei 9 dipendenti finiti ad Abruzzo Engineering

L’AQUILA. Continua la battaglia tra la Provincia e la Regione sulla vicendi Euroservizi. La questione ora è finita davanti al Consiglio di Stato. Nel novembre del 2021, con la cosiddetta legge regionale “Liris” dal nome dell’allora assessore al Bilancio e oggi senatore Guido Quintino Liris, 9 dipendenti della società Euroservizi, controllata dalla Provincia e oggi in liquidazione, passarono ad Abruzzo Engineering. Quei lavoratori però vantano ancora degli arretrati cospicui per il periodo tra il 2016 e il 2021 in cui di stipendi ne hanno visti pochi. Il problema che si è posto è: quei soldi arretrati chi li deve tirare fuori, Abruzzo Engineering (e quindi di fatto la Regione) che ha oggi in carico i lavoratori o la Provincia? La questione è finita davanti al Tar che con una sentenza pubblicata qualche settimana fa ha stabilito che la Regione nulla deve prima del novembre 2021 quando ha riassorbito i lavoratori. Il ricorso era stato presentato dalla Provincia che chiedeva il rispetto di un accordo tra i due enti che risale al 2016 stipulato sulla base della norma che abolendo (sulla carta) le Province trasferiva alla Regione molte competenze tra cui Formazione professionale, Risorse idriche e di difesa del suolo, Agricoltura, tutte materie di cui si occupava Euroservizi. Nel ricorso la Provincia quindi si appellava al presunto inadempimento della Regione «rispetto all’accordo relativo al trasferimento di alcune funzioni sottoscritto fra Regione e Provincia nel 2016», accordo che prevedeva anche «il trasferimento effettivo delle quote di partecipazione della Euroservizi dalla Provincia alla Regione». Accordo mai diventato operativo. Per il Tar “le società o altri enti partecipati che risultano in fase di scioglimento o in liquidazione al momento del trasferimento della funzione o per i quali sussistano i presupposti per lo scioglimento o la messa in liquidazione non sono soggetti al subentro dell’ente cui la funzione è trasferita». Quindi per il Tar «non c’è inadempimento in capo alla Regione atteso che i bilanci della società Euroservizi evidenziavano una tendenziale riduzione dell’utile di esercizio nel periodo 2012-2015 fino ad arrivare a una cospicua perdita a fine 2016. La perdita di esercizio della società, costituendo il presupposto normativo per lo scioglimento o la messa in liquidazione, precludeva e preclude tuttora il trasferimento della partecipazione societaria».
La Provincia però non molla e ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato forte di un parere legale in base al quale «è stato proprio l'inadempimento della Regione (rispetto all’obbligo di stipula dell’accordo per l’acquisizione delle quote societarie) a determinare l'insorgenza dei presupposti per la relativa messa in liquidazione, oltre che a causare tutti quegli specifici contestati danni oggetto della richiesta di risarcimento». (g.p.)
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