Ex Anagrafe, riparte il progetto del museo gemello del Munda

15 Ottobre 2020

Santa Maria dei Raccomandati sarà spazio per l’arte antica Pronto il bando per l’intervento finanziato con 15 milioni  

L’AQUILA. È stato pubblicato il bando di gara per “l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria relativi alla progettazione dell’intervento di consolidamento e restauro dell’edificio ex Convento di Santa Maria dei Raccomandati”. Nel bando di gara è possibile leggere una lunga relazione dalla quale emerge come sarà in futuro l’ex convento che si trova lungo corso Vittorio Emanuele. Punto fermo è che diventerà, o meglio tornerà a essere, un museo (doveva essere aperto a fine aprile 2009). Per i lavori di restauro il Cipe ha stanziato oltre 15 milioni. Per la progettazione sono disponibili 1,8 milioni di euro.
L’INTERVENTO. «L’intervento», si legge nel bando di gara, «si propone il recupero dell’ex convento di Santa Maria dei Raccomandati. Da complesso monastico nel succedersi dei secoli ha subìto varie trasformazioni fino a essere destinato a museo civico prima del sisma, attraverso un progetto di recupero e rifunzionalizzazione. La sua collocazione nel tessuto storico è particolarmente favorevole: si affaccia su corso Vittorio Emanuele, nel tratto anche detto “corso stretto”, che conduce dalla Fontana Luminosa e al Duomo, passando per il luogo iconico del passeggio e della vita di relazione, i Portici, nei pressi del crocevia dei Quattro Cantoni. Diventerà il complemento dell’altro grande museo aquilano, il Munda, di cui amplia l’offerta artistica. I musei, secondo l’Unesco vanno considerati un motore dello sviluppo, hanno una relazione con l’economia, il turismo, l’inclusione sociale e la qualità della vita».
COME SARÀ. Il museo a Santa Maria dei Raccomandati «sarà luogo di cultura nella vita sociale cittadina. Proporrà una collezione permanente di archeologia e arte antica, con la possibilità di utilizzo di una sala polivalente per incontri e conferenze, una caffetteria che offrirà l’occasione di una sosta con vista sui tetti della città e dello scorcio della cupola di San Bernardino; a ciò si prevede di aggiungere, con il progetto da elaborare, la possibilità di insediare al piano terra un bookshop e altre attività di carattere commerciale che possano completare e valorizzare la funzione dell’intero complesso, infine una biblioteca con funzione di centro documentale».
COSA CI SARÀ. Nel dettaglio il progetto prevederà «l’implementazione della funzione museale con attività strettamente connesse, come le attività commerciali, che rendano più appetibile la visita allo stabile. Intenzione dell’amministrazione è l’insediamento al piano terra del complesso, nei locali che si affacciano sul corso, di spazi commerciali tipo bookshop e artshop, che propongano una selezione di libri, cataloghi e oggetti in linea con le attività proposte. A tal proposito, sarà necessario in fase progettuale valutare la possibilità di spostare la centrale Enel di quartiere, attualmente dislocata nella stanza immediatamente adiacente all’ingresso principale. I locali situati alla destra dell’ingresso principale saranno utilizzati come desk, biglietteria e guardaroba. In adiacenza, sarà previsto un Caffè letterario. Sarà strategico anche ripristinare il ristorante già presente nel precedente allestimento che possa creare un volàno all’attività del museo, ma che possa essere utilizzato al contempo in maniera autonoma».
RUOLO DIDATTICO. Altro obiettivo «sarà l’attività di divulgazione rivolta al sistema scolastico di ogni ordine e grado. La concezione attuale del museo, infatti, vede il superamento dell’idea di luogo statico, meramente espositivo, in favore di spazi capaci di tessere relazioni sociali e culturali. Per questa ragione si insedierà nel complesso una piccola biblioteca con funzione di centro documentale, a servizio dello studio dell’archeologia e dell’arte antica quale complemento dell’esposizione museale, con annessi spazi dedicati allo studio e sale lettura. Per questo all’interno dell’edificio dovranno essere individuati spazi appositi per funzioni di tipo direzionale, quali uffici e archivi necessari alla gestione e all’organizzazione di tutte le attività». PROGETTAZIONE. Il presupposto necessario al raggiungimento degli obiettivi di cui sopra «è che la progettazione dell’intero intervento di recupero del complesso privilegi soluzioni per un uso flessibile della struttura, anche in relazione al contesto e alle capacità ricettive dell’immobile. In tal senso, i locali dell’ex chiesa erano già stati oggetto di conversione in sala polivalente. Sempre nell’ottica della diversificazione dell’offerta culturale della struttura e della molteplicità degli usi, bisognerà garantire la possibilità di utilizzare la sala in maniera indipendente dalle attività del museo, come luogo d’incontro per conferenze, concerti, proiezioni e eventi culturali in genere. Concorrono a raggiungere l’obiettivo della diversificazione culturale la possibilità di concepire alcuni spazi e ambiti come contenitori per attività temporanee. Si pensi al cortile coperto al piano terra, ad alcuni spazi dell’ultimo livello, che potrebbero ospitare mostre brevi di arte contemporanea, fotografia, di installazioni in genere, che potrebbero accompagnare e rafforzare l’attività della ristorazione e del caffè letterario».
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