Ex asilo occupato, gli anziani ora rivogliono la loro sede
Passacantando (Centro San Basilio) fa appello al Comune per riavere le chiavi «Se la struttura è stata recuperata chiediamo di aprire uno spazio di socialità»
L’AQUILA. Spazi di aggregazione per giovani e anziani, sale mostre, sale conferenze, laboratori e spazi multimediali, area ristoro con bar, più una sala prove insonorizzata. Al nuovo centro multigenerazionale dell’ex asilo occupato in viale Duca degli Abruzzi sembra ormai non mancare proprio nulla per poter riaprire i battenti. Mancano solo le chiavi. A richiederle da qualche settimana al Comune sono un centinaio di cittadini del Centro sociale anziani San Basilio, in attesa in realtà da oltre quindici anni di poter rientrare nella loro sede storica.
«Se è vero che i lavori dello stabile sono finiti, come dicono, vorremmo sapere perché non ci consegnano almeno le chiavi così da poterci permettere di cominciare a sistemare qualcosa e dare anche solo una pulita», spiega il presidente del Centro anziani San Basilio, Alessandro Passacantando. «Abbiamo da programmare le attività, pianificarne il bilancio, avviare i nuovi tesseramenti, e soprattutto vogliamo tornare a ritrovarci tra di noi in un luogo comodo e arieggiato così come ce lo ricordiamo prima del terremoto. In questi ultimi anni siamo stati dislocati al Torrione in un unico spazio da condividere con un altro Centro anziani (La rotonda, ndc) e adesso che sembra finalmente recuperato, volevamo almeno cominciare a reinsediarci nella nostra vecchia struttura», prosegue Passacantando. «Ci sono molti soci che ormai mi chiedono in continuazione quand’è che apriamo, e io non so più cosa rispondere, perché finché il Comune non avvia la procedura per darci le chiavi di sicuro non si entra. Per questo pensiamo che, qualora dovessero essere insorti problemi di qualunque genere per la riapertura, sarebbe giusto quantomeno saperlo da qualcuno, così da avere chiaro cosa aspettarci e anche le reali tempistiche del nostro rientro». Terminate lo scorso luglio le opere di recupero dello stabile, il Comune ha infatti di recente dato il via all’ultima tranche di lavori pari a 13mila euro per la messa in funzione della struttura. Lavori relativi agli allacci per le reti impiantistiche, alla realizzazione delle nicchie per i contatori di acqua, gas ed energia elettrica, più opere complementari quali la posa di una targa commemorativa della donazione dello Spi-Cgil, la realizzazione di ringhiere di protezione e la pulitura dei muri di confine con idropulitrice.
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